Il Blog

174. L’ecomostro brutalista

Il Palazzetto dello Sport “Giobatta Gianquinto” deve il suo nome al primo sindaco di Venezia del dopoguerra: un avvocato, partigiano e fiero esponente del Partito Comunista, tanto celebre da essere ribattezzato dai concittadini il “Leone di San Marx”.Per i veneziani, però, resta per tutti il “Palazzetto dell’Arsenale”. Sorge infatti sulle ceneri degli antichi forni militari…

173. Ben sette piere sbuse

Questo palazzo è un piccolo capolavoro per chi studia le piere sbuse. È infatti l’edificio che ne conserva di più in assoluto (sette), quello che le distribuisce sul maggior numero di facciate (tre) ed è l’unico, in tutta Venezia, ad averne anche sulla facciata posteriore.Tre piere si trovano sulla facciata principale rivolta a sud, due…

172. Il ponte dei pugni

Il Ponte dei Pugni, con le sue quattro impronte in marmo ancora oggi incastonate nel selciato, non è soltanto una curiosità architettonica: racconta una Venezia che per secoli vide fronteggiarsi due fazioni popolane, i Nicolotti e i Castellani. Una rivalità non solo territoriale, ma specchio di un divario sociale ed economico radicato nelle calli.I Nicolotti,…

171. La custode della Certosa

Veneti e trentini sono da tempo abituati a veder sorgere dalle proprie terre le maestose creature di Marco Martello in arte Martalar, che si autodefinisce “scultore del legno e artista del bosco”. Sebbene il loro habitat naturale sia la montagna, già in due occasioni queste opere hanno raggiunto anche la Serenissima.La prima apparizione risale al…

170. La statua del divo

La Scala dei Giganti è uno di quei luoghi veneziani in cui l’architettura smette di essere solo architettura e diventa teatro. Nel cortile di Palazzo Ducale, questa scalinata monumentale del tardo Quattrocento era il palcoscenico solenne su cui i dogi venivano ufficialmente investiti del loro ruolo.Sulla sommità, come due guardiani eterni, si ergono Marte e…

169. La meridiana Grossa

Venezia, città dove più di altre il tempo sembra sospeso, non custodisce nemmeno una ventina di meridiane, isole comprese. Eppure, tra queste antiche sentinelle, ne spicca una figlia del nostro secolo, realizzata nel 2008. Un’opera unica nella laguna, perché non è appesa a una parete, ma adagiata orizzontalmente al suolo, come un tappeto tessuto dai…

168. Quattro numeri nel nulla

Venezia ha un modo tutto suo di raccontare la propria toponomastica. Qui non si affida a targhe metalliche, ma ai nizioleti (piccole lenzuola): rettangoli bianchi bordati di nero, dipinti direttamente sugli intonaci, che riportano in nero i nomi di calli e campi, ma non solo. Anche la numerazione civica adotta “mini” nizioleti, rettangolari o ovali,…

167. La piera sbusa sola (3)

Chissà quanti turisti (e quanti veneziani) hanno attraversato Campo Sant’Anzolo, uno dei più ampi del sestiere di San Marco, senza mai accorgersi che, sul palazzetto adiacente all’Oratorio dell’Annunziata (o Oratorio di Sant’Angelo degli Zoppi), si nasconde una piera sbusa.La si scorge all’ultimo piano, sulla facciata laterale sinistra: quella addossata all’oratorio, un tempo rivolta verso la…

166. L’officina del gas

Nel cuore del sestiere di Castello, a pochi passi dalla monumentale Chiesa di San Francesco della Vigna, si stagliano due grandi strutture cilindriche in metallo, oggi segnate dal tempo e dalla ruggine. Sono le due gabbie superstiti dei sei gasometri che, nel corso degli anni, furono edificati in quest’area per potenziare lo stoccaggio del “gas…

165. L’elica contraria

Venezia è una città di segreti: alcuni noti a tutti, altri che si rivelano solo a chi ha la pazienza di cercarli, e poi ce ne sono di più silenziosi, nascosti, quasi introvabili. Uno di questi si cela nel Palazzo Contarini-Fasan, elegante e misterioso, sospeso sulle acque del Canal Grande di fronte alla solenne Basilica…

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