Il Blog

179. La piera sbusa orizzontale

Passeggiando tra calli e campielli veneziani, col naso all’insù, può capitare di imbattersi nelle cosiddette piere sbuse, letteralmente “pietre forate”: piccoli enigmi di pietra che ancora oggi punteggiano le facciate di diversi edifici della città e continuano a incuriosire studiosi e appassionati.A Venezia esistono due grandi famiglie di piere sbuse. La più diffusa è costituita…

178. I divieti nelle chiovere

Le chiovere erano spiazzi aperti, talvolta erbosi, dove un tempo si stendevano ad asciugare i tessuti tinti. Quelle della prestigiosa Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, però, finirono per trasformarsi in un chiassoso ritrovo abusivo, tanto che nel 1668 dovette intervenire il Doge in persona, attraverso i Capi del Consiglio dei Dieci, il temutissimo organo…

177. La testa del Battista

Venezia conserva ancora oggi l’antico nome popolare per molte delle sue chiese. Nomi che, a dir la verità, non sono sempre facili da decifrare. Se San Polo lascia intuire abbastanza facilmente San Paolo, con San Zanipolo diventa già più difficile capire che si tratta dei Santi Giovanni e Paolo! E se parliamo di San Marcuola,…

176. Con chi sta Dio

In Calle de le Eremite, la pietra che funge da davanzale di una finestra al piano terra presenta un’iscrizione incisa:«SI DEVS E PRONOBIS QUIS CONTR»La frase appare troncata, probabilmente perché il blocco è stato tagliato per adattarlo alla nuova collocazione, oppure perché la parte mancante è nascosta sotto l’intonaco. Questo dettaglio suggerisce un reimpiego: la…

175. Le putte musicanti

Tre giovani musiciste, colte nell’istante in cui l’archetto sfiora le corde, danno corpo all’anima di Antonio Vivaldi: sono le Putte Musicanti, un omaggio scultoreo alle orfane e alle trovatelle dell’Ospedale della Pietà del Settecento. Educate alla musica, queste figlie di nessuno sprigionavano un talento capace di incantare l’Europa intera, suonando celate dietro grate misteriose. Per…

174. L’ecomostro brutalista

Il Palazzetto dello Sport “Giobatta Gianquinto” deve il suo nome al primo sindaco di Venezia del dopoguerra: un avvocato, partigiano e fiero esponente del Partito Comunista, tanto celebre da essere ribattezzato dai concittadini il “Leone di San Marx”.Per i veneziani, però, resta per tutti il “Palazzetto dell’Arsenale”. Sorge infatti sulle ceneri degli antichi forni militari…

173. Ben sette piere sbuse

Questo palazzo è un piccolo capolavoro per chi studia le piere sbuse. È infatti l’edificio che ne conserva di più in assoluto (sette), quello che le distribuisce sul maggior numero di facciate (tre) ed è l’unico, in tutta Venezia, ad averne anche sulla facciata posteriore.Tre piere si trovano sulla facciata principale rivolta a sud, due…

172. Il ponte dei pugni

Il Ponte dei Pugni, con le sue quattro impronte in marmo ancora oggi incastonate nel selciato, non è soltanto una curiosità architettonica: racconta una Venezia che per secoli vide fronteggiarsi due fazioni popolane, i Nicolotti e i Castellani. Una rivalità non solo territoriale, ma specchio di un divario sociale ed economico radicato nelle calli.I Nicolotti,…

171. La custode della Certosa

Veneti e trentini sono da tempo abituati a veder sorgere dalle proprie terre le maestose creature di Marco Martello in arte Martalar, che si autodefinisce “scultore del legno e artista del bosco”. Sebbene il loro habitat naturale sia la montagna, già in due occasioni queste opere hanno raggiunto anche la Serenissima.La prima apparizione risale al…

170. La statua del divo

La Scala dei Giganti è uno di quei luoghi veneziani in cui l’architettura smette di essere solo architettura e diventa teatro. Nel cortile di Palazzo Ducale, questa scalinata monumentale del tardo Quattrocento era il palcoscenico solenne su cui i dogi venivano ufficialmente investiti del loro ruolo.Sulla sommità, come due guardiani eterni, si ergono Marte e…

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