
Sull’abside esterno della Chiesa di San Giacomo di Rialto si trova un abbinamento curioso: due iscrizioni in latino, una racchiusa in una croce e l’altra in una striscia sottostante. La prima, all’interno della croce, è rivolta all’anima e alla spiritualità, quindi perfettamente coerente con il luogo sacro. La seconda, invece, è rivolta all’esterno, al mondo del commercio, e per comprenderla appieno è necessario contestualizzarla.
La scritta nella croce recita:
“HUIC PE LOCO, SIT CRUX TUA VERA SALUS”
che si traduce con: “In questo luogo, sia la croce la tua vera salvezza.”
Quella nella striscia sottostante dice:
“HOC CIRCA TEMPLUM SIT JUS MERCANTIB AEQUUM, PONDERA NEC VERGANT, NEC SIT CONVENTIO PRAVA”
che, riformulata, suona così: “Intorno a questo tempio, sia giusto il guadagno dei mercanti; non si falsino le misure, né si stipulino accordi ingiusti.”
Secondo la tradizione, Venezia nacque proprio qui, nel suo primo insediamento chiamato Rivoaltus, il 25 marzo 421, con la consacrazione di questa chiesa. Le vicine sponde del canale profondo (da cui il nome Rivoaltus) permettevano l’approdo delle prime grandi navi cariche di merci. È quindi attorno a San Giacomo che si sviluppò il commercio, destinato a diventare il cuore pulsante della Serenissima.
Per garantire la prosperità, Venezia doveva tutelare le buone pratiche mercantili, assicurando equità sia ai venditori che agli acquirenti. Oltre alle leggi severe, si faceva leva anche sui valori cristiani. E quale luogo migliore per un richiamo all’onestà, se non proprio il confine tra sacro e profano, tra l’interno e l’esterno della chiesa?
Queste due iscrizioni, così diverse ma complementari, sembrano voler ricordare che la coerenza tra ciò che si crede e ciò che si fa, tra l’interiorità e l’esteriorità, è la vera misura del buon cristiano e del buon cittadino.




Sestiere di San Polo
sull’esterna dell’abside della Chiesa di San Giacomo di Rialto in Naranzaria
Geolocalizzazione: 45.438411, 12.335574