157. L’orologio con 24 ore (2)

La tradizione vuole che la chiesa di San Giacomo di Rialto, affettuosamente chiamata San Giacométo, sia la più antica di Venezia, poiché consacrata il 25 marzo 421: una data che la leggenda ha eletto a nascita ufficiale della città. Fin da subito, l’area circostante si affermò come cuore pulsante del commercio veneziano. Dipinti dell’epoca mostrano il campo antistante animato da mercanti, banchi di cambio e contrattazioni: un crocevia di affari e incontri.
In questo contesto, la presenza di un orologio in quel campo era fondamentale per scandire gli appuntamenti d’affari. L’orologio di San Giacométo nacque proprio così. Costruito nel 1410 e rifatto nel 1749, conserva ancora la struttura originaria del Quattrocento: un autentico miracolo di ingegneria veneziana. È uno degli otto orologi della città che mantengono il quadrante suddiviso in 24 ore.
All’epoca, il tempo era segnato dalle meridiane, dal suono delle campane e da pochi orologi meccanici. Questi ultimi, privi della tecnologia e della frenesia moderne, avevano una sola lancetta, quella delle ore. E se il giorno era diviso in 24 ore, anche il quadrante doveva riflettere tale suddivisione. Si usavano ancora le cifre romane, e il conteggio delle ore seguiva il sistema “all’italiana”, con il nuovo giorno che iniziava al tramonto.
Un aspetto curioso di questi quadranti è l’uso dei numeri romani 4, 9, 14 e 19 nella forma additiva (IIII, VIIII, XVIIII e XXIIII) anziché nella più comune forma sottrattiva (IV, IX, XIV e XIX). Alcuni ipotizzano che tale scelta fosse dettata da una maggiore intuitività per chi aveva poca dimestichezza con i numeri romani, altri da ragioni estetiche di armonia ed equilibrio visivo. Tuttavia, a quel tempo, le motivazioni erano spesso molto pratiche: in un quadrante all’italiana, le ore 9 e 11 scritte in forma sottrattiva potevano facilmente confondersi tra loro. Da qui, probabilmente, la preferenza per la numerazione additiva.

in un quadrante coi numeri radiali, il 9 e il 11 si trovano capovolti e con la numerazione sottrattivi (a sx) possono essere confusi,
mentre con la numerazione additiva (a dx) questo non avviene
il mercato adiacente alla Chiesa di San Giacométo secondo una stampa di Giovan Battista Brustolon del 1763
Il Bancogiro di Rialto antistante la Chiesa di San Giacométo, secondo un dipinto di Gabriele Bella del 1770

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Sestiere di San Polo
Sul campanile a vela della Chiesa di San Giacomo di Rialto in Campo San Giacomo di Rialto
Geolocalizzazione: 45.438520, 12.335414

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