2. Il ponte dei tre archi

[foto ZUK]

Il Ponte dei Tre Archi, nel sestiere di Cannaregio, è un unicum nel panorama veneziano: è l’unico, tra i 420 ponti della città, a presentare una configurazione a tre arcate.
Costruito originariamente nel 1503, fu riedificato nel 1688, mantenendone le linee originali. Attraversa il Canale di Cannaregio, la seconda via d’acqua più importante dopo il Canal Grande e la principale direttrice verso la terraferma.
La scelta dei tre archi non fu estetica, ma tecnica: all’epoca era la soluzione più semplice per coprire una simile ampiezza.
Inizialmente prese il nome di Ponte di San Giobbe, per la sua vicinanza all’omonima chiesa, secondo la tradizionale usanza veneziana. Col tempo, però, la sua peculiare struttura lo rese celebre: quando rimase l’unico ponte a tre arcate, la gente cominciò a chiamarlo semplicemente “Ponte dei Tre Archi”, dimenticando pian piano il suo nome originario.
Tanto che anche la vicina fermata del vaporetto ha finito per adottare questa nuova denominazione.
Con buona pace di San Giobbe, abituato a perdite ben più dolorose. La sua storia biblica narra infatti che, per mettere alla prova la sua fede, Satana gli tolse tutto: bestiame, servi, casa, figli e salute. Ma la sua fede rimase salda.
Per uno che ha perso così tanto, perdere il nome di un ponte dev’essere stato ben poca cosa…

Il Ponte di San Giobbe in una incisione del 1717 dell’editore Domenico Lovisa. I ponti all’epoca erano senza sponde.
Nel 1703 Luca Carlevarijs realizza questa incisione con a sinistra il Ponte di San Giobbe
Un ponte a tre arcate firmato Andrea Palladio avrebbe potuto sorgere al posto del Ponte di Rialto, grazie al suo progetto in stile neoclassico. Ma fu scelto quello a unica campata di Antonio Da Ponte.

Sestiere di Cannaregio
tra Fondamenta San Giobbe e Fondamenta Cannaregio
Geolocalizzazione: 45.445592, 12.320726

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