19. Un liagò tutto legno

Conosciuti anche come diagò, i liagò devono il loro nome al termine greco Heliacon, che significa “luogo esposto al sole”. Si tratta di logge sospese che sporgono dalle facciate dei palazzi, progettate per godere al massimo della luce solare diretta e, se affacciate sui canali, anche di quella riflessa. Contrariamente a quanto spesso si pensa, non sono gabinetti sull’acqua, bensì piccoli balconi luminosi, protetti dagli sguardi indiscreti e dalle intemperie, ideali per svolgere diverse attività domestiche. Il termine viene talvolta esteso anche a verande o terrazzi chiusi che ne condividono funzione e struttura.
Uno degli ultimi autentici liagò rimasti a Venezia è quello di Palazzo Gussoni Grimani Della Vida, affacciato sul Canal Grande. Interamente costruito in legno, poggia su due eleganti poggioli in pietra e presenta un tetto in metallo, pensato per resistere meglio alle intemperie. È dotato di quattro finestre con scuri, distribuite sui tre lati. Pur non possedendo l’eleganza del palazzo che lo ospita, questo liagò si distingue per la sua sobria raffinatezza.
Si trova esattamente di fronte al liagò dirimpettaio di Palazzo Boldù: per ammirarli entrambi nella loro bellezza, è però necessario navigare lungo il Canal Grande.

A sx il liagò di Palazzo Gussoni Grimani Della Vida, a dx quello di Palazzo Boldù, visti dal Canal Grande

Sestiere di Cannaregio
visibile da Calle Stua Cannaregio all’altezza di Calle del Becher sul Palazzo Gussoni Grimani Della Vida (ora TAR Veneto) all’uscita in Canal Grande o visibile anche dal Canal Grande dalla punta del pontile in fondo a Calle del Tragheto da Strada Nova.

Geolocalizzazione: 45.441672, 12.332232 (liagò), 45.441754, 12.332494 (visibile) o 45.441239, 12.332767 (visibile)

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