122. I pozzi in bronzo

Cortile di Palazzo Ducale

Entrando nel cortile di Palazzo Ducale, si è subito colpiti dalla maestosità dei marmi bianchi che lo rivestono ovunque, emanando un senso di regalità. In questo trionfo di luce, emergono con forza due vere da pozzo ottagonali, scurissime e sorprendenti. Il loro colore nero-verdastro è il risultato dell’ossidazione del bronzo, il materiale con cui sono state realizzate, modellato dal tempo in una patina affascinante.
Sebbene un documento comunale del 1858 riporti la presenza di ben 6.226 pozzi a Venezia, queste sono le uniche due vere da pozzo in bronzo. Si può quindi dedurre che possederne una fosse un privilegio riservato al Doge. Il Doge rappresentava Venezia, e Venezia doveva sempre stupire i suoi ospiti. Il bronzo, infatti, consentiva una lavorazione estremamente raffinata, con dettagli minuti e giochi di pieni e vuoti difficili da ottenere con la pietra. Inoltre, resisteva molto meglio agli agenti atmosferici, conservando nel tempo la sua bellezza, mentre la pietra tendeva a perdere definizione anno dopo anno.
Questi due capolavori, che da lontano possono sembrare gemelli, presentano in realtà decorazioni molto diverse. Furono realizzati da due artisti distinti: Nicolò dei Conti nel 1556 e Alfonso Alberghetti nel 1559.
Si dice che la bellezza sia soggettiva, ma chiunque abbia ammirato questi pozzi vi dirà che sono i più belli di tutta Venezia.

Sestiere di San Marco 1
Nel cortine interno di Palazzo Ducale
Geolocalizzazione: 45.434024, 12.340203

pozzo di Alfonso Alberghetti [foto ZUK]
pozzo di Nicolò dei Conti

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