148. La meridiana dell’Arsenale

Venezia non è certo famosa per le meridiane: tra quelle antiche e moderne, se ne contano poco più di una decina in tutta la laguna. Tra le più note spicca quella dell’Arsenale, che però non è così antica come potrebbe sembrare.
Nel 1686, per permettere il passaggio di navi più grandi, si rese necessario ampliare la Porta da Mar dell’Arsenale. Le due torri originarie vennero demolite e ricostruite più distanziate e più alte. A parte un intervento di consolidamento delle fondamenta nel 1830, il loro aspetto è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo (e privo di meridiane) come confermano stampe e dipinti dell’epoca. Ma allora, da dove proviene la meridiana che oggi vediamo?
Per scoprirlo bisogna conoscere Enrico Alberto d’Albertis, capitano ligure, celebre navigatore ed esploratore, ma anche appassionato costruttore di meridiane. Il suo amico Edmondo De Amicis lo soprannominò “il girovago pintor di meridiane”, un appellativo più che meritato: ben 103 delle sue opere sono sparse tra Italia e estero. Animato da un forte sentimento patriottico, durante la Prima Guerra Mondiale realizzò diverse meridiane a tema nei pressi del fronte: a Grado nel 1916, a Jesolo e Aquileia nel 1917, e a Trieste nel 1918. Nel 1919 ne creò e donò una anche a Venezia.
Da buon marinaio, la scelta del luogo non poteva che cadere sull’Arsenale, in particolare sulla Torre di Levante della Porta da Mar, dato che la Torre di Ponente ospitava già un orologio. È possibile che d’Albertis avesse visto l’antica “Veduta di Venezia” di Jacopo de Barbari del 1500, dove si nota che entrambe le torri precedenti avevano un riquadro bianco, e avesse ipotizzato che lì ci fosse stata una meridiana.

La meridiana dell’Arsenale porta incise diverse frasi in latino, tra cui:
M CM XIX – 1919
ITALOS NUNC IN LIBERTATE CONIUNCTOS – Gli italiani ora uniti in libertà
VICTOR SACRAT ENSIS – Il vincitore consacra la spada
SIT PATRIAE AUREA QUAEVIS – Che ogni ora sia d’oro alla patria
VICTORIO EMMANUELE III REGE – Re Vittorio Emanuele III
RUIT HORA LABORA – Il tempo fugge, datti da fare
Infine, la firma del suo autore: HENRICUS DE ALBERTIS NAUTA LIGUR – Enrico d’Albertis, marinaio ligure.

Insomma, anche se Venezia non brilla per quantità di meridiane, quella dell’Arsenale ha una storia affascinante e patriottica, che ci ricorda come anche il tempo, se inciso nella pietra, possa raccontare grandi avventure. E chissà, la prossima volta che passi di lì, magari ti verrà voglia di controllare che ore sono… con un pizzico di storia in più!

l’odierna Porta da Mar con la meridiana sulla Torre di levante (destra)
come si presentava la Porta da Mar senza meridiana nel 1703 in una stampa di Luca Carlevarijs
Jacopo de’ Barbari con la sua “veduta di Venezia” del 1500, ove forse in uno dei 2 rettangoli delle Torri era presente una meridiana
il Capitano ripreso accanto alla sua meridiana a fine della posa
a sx nel 1919 in posa accanto alla meridiana quasi completata che donerà a Venezia
a dx il capitano d’Albertis nel 1891 col cappello col nome del suo cutter “Corsaro”
a sx il capitano d’Albertis nel 1870 col cappello col nome del suo cutter “Violante”
a dx il capitano in posa durante il suo secondo giro del mondo nel 1896
il Capitano posa accanto alla statua di Cristoforo Colombo giovinetto, opera di Giulio Monteverde, nel suo castello di Genova

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Sestiere di Castello
in Fondamenta Arsenale, sulla Torre di destra

Geolocalizzazione: 45.434798, 12.350336

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