181. Il gioco del filetto

Se nessuno è seduto sulla panca di pietra alla sinistra dell’ingresso della Scuola Grande di San Rocco, aguzzando lo sguardo si può ancora distinguere un’incisione ormai molto consumata: una griglia composta da tre quadrati concentrici collegati tra loro nel punto centrale dei lati.
Si tratta di uno dei giochi più antichi del mondo, conosciuto con diversi nomi, ma comunemente chiamato filetto o mulino. Le sue origini si perdono nei secoli: incisioni analoghe sono state rinvenute nell’Antico Egitto, risalenti al XIV secolo a.C., nella Grecia classica e nell’Impero Romano. Durante il Medioevo il gioco conobbe una straordinaria diffusione e non è raro trovare le sue griglie scolpite sui gradini delle cattedrali, sui parapetti dei ponti o sui tavoli delle taverne, dove si giocava utilizzando semplici sassi, pedine di fortuna o semi.
La presenza di questa incisione in Campo San Rocco rappresenta una preziosa testimonianza della vita quotidiana veneziana nei secoli passati. Quel gradino era infatti un luogo di sosta abituale per gondolieri, barellai, garzoni e servitori in attesa dei propri padroni, impegnati nelle riunioni della confraternita o nelle funzioni religiose. Ma era frequentato anche da pellegrini e viandanti attratti dalla fama del luogo, che per ingannare il tempo si sfidavano a filetto, probabilmente scommettendo qualche piccola somma.
La Scuola Grande apparteneva all’Arciconfraternita di San Rocco, fondata nel 1478 da laici devoti con lo scopo di offrire assistenza ai malati e mutuo soccorso ai confratelli, soprattutto durante le devastanti epidemie di peste che colpivano periodicamente la città. La confraternita era dedicata a San Rocco di Montpellier, venerato come protettore contro la peste, e grazie alle generose donazioni dei cittadini riuscì ad acquisirne le reliquie già nel 1485. Ancora oggi esse sono custodite nella vicina Chiesa di San Rocco.
Nel 1515 il Consiglio dei Dieci concesse all’istituzione il prestigioso titolo di Scuola Grande. A differenza della quasi totalità delle confraternite veneziane, soppresse in epoca napoleonica, l’Arciconfraternita di San Rocco non venne mai sciolta e continua tuttora la propria attività.
Le regole del filetto sono semplici. Ciascun giocatore dispone di nove pedine e l’obiettivo è formare una linea di tre pedine dello stesso colore. Ogni volta che vi riesce, può rimuovere una pedina dell’avversario. Nella prima fase i giocatori collocano a turno le proprie pedine sulla griglia; una volta terminata la disposizione, le pedine vengono mosse lungo le linee del tracciato, una per volta. Vince chi riesce a ridurre l’avversario a sole due pedine, oppure a impedirgli qualsiasi movimento.

nel 1283 il gioco compare nel “Libro de los Juegos” commissionato del re spagnolo Alfonso X di Castiglia
dettaglio dell’arazzo rinascimentale “Suite des nobles pastorales: Jeu de marelle” risalente al 1510 (Louvre)
Il graffito si trova a desta dell’ingresso principale della Scuola Grande di San Rocco

Sestiere di San Polo
sulla panca in pietra a sinistra dell’ingresso della Scuola Grande di San Rocco
Geolocalizzazione: 45.436657, 12.325575

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