180. Il campanile mozzo suonante

A prima vista, chi arriva in Campo San Tomà ha l’impressione di trovarsi di fronte a una chiesa senza campanile. In realtà, basta avvicinarsi alla facciata e allungare lo sguardo nella stretta calle di destra per scorgere un dettaglio bizzarro: poco sopra il tetto delle case spuntano tre campane, adagiate su una tozza e massiccia torre di mattoni inglobata tra le abitazioni. Quello è a tutti gli effetti il campanile di San Tomà. La scelta di edificarlo distante dal corpo principale della chiesa e di incastonarlo tra i palazzi non fu un capriccio estetico, ma una geniale e disperata soluzione ingegneristica. Gli antichi costruttori sapevano bene che il sottosuolo di questa zona era instabile. Venezia, dopotutto, sfida le leggi della fisica reggendosi su milioni di pali di legno conficcati nel fango, che trovano stabilità solo quando intercettano il caranto, uno strato di argilla dura situato a una decina di metri di profondità. Poiché all’epoca non esistevano moderni calcoli strutturali, ci si affidava all’esperienza e agli insegnamenti tratti dagli errori del passato: ove necessario, inglobare la torre tra le case serviva proprio a sfruttare gli edifici vicini come puntelli per sostenerne l’immensa mole. Il tempo, però, si dimostrò inesorabile. Nonostante i rinforzi, la torre iniziò a cedere pericolosamente. Per scongiurare una catastrofe, si scelse la via più drastica: il campanile venne letteralmente mozzato, riducendolo a un troncone di appena undici metri. A riprova di quanto l’intero terreno della zona fosse instabile, nel 1742 si dovette demolire e ricostruire da capo persino la chiesa stessa, recuperandone solo l’apparato scultoreo originale.
Ciò che rende unico questo frammento di Venezia, tuttavia, è la determinazione dei suoi abitanti. A differenza di altri campanili troncati e poi abbandonati al silenzio, a San Tomà la voce del popolo pretese che il rintocco non andasse perduto. Sopra la base rimasta fu così edificata una leggera “vela” in muratura, un arco traforato in cui vennero alloggiate delle campane nuove, necessariamente più piccole e leggere perché la nuova struttura non avrebbe mai potuto reggere le sollecitazioni di quelle originali. È così che, seppur con una voce più acuta e discreta, il campanile troncato ha continuato a difendere la sua storia e continua, inesorabile, a scandire il tempo ai suoi fedeli.

Non esistono dipinti noti che mostrino per intero il campanile originario di San Tomà, ma in questa incisione del 1709 di Vincenzo Coronelli, pur comparendo solo in parte, è ancora possibile coglierne la straordinaria imponenza.
Il campanile e la chiesa di San Tomà, evidenziati in rosa, nella Veduta di Venezia di Jacopo de’ Barbari del 1500

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Sestiere di San Polo 2871A
in Calle del Campaniel a destra della chiesa di San Tomà
Geolocalizzazione: 45.435820, 12.327482

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