7. Le misure dei pesci

La Serenissima doveva la sua grandezza anche grazie a leggi precise e inderogabili, da sempre vanto dei suoi governatori. Questo valeva anche per il commercio interno, come a esempio la pesca ove le regole venivano scritte sulla pietra. In questa fondamenta si trova ancora una lapide, piuttosto usurata, con le misure minime dei pesci che venivano venduti, in modo da salvaguardare la pesca e contemporaneamente rendere uniforme il prezzo di questo alimento tanto comune a Venezia. Su questa lapide si legge:

LUNGHEZZE MINIME PERMESSE PER LA VENDITA DEL PESCE DELLE SEGUENTI QUALITÀ
BARBON TRIA SARDELLA SARDON CENT. 7
BRANZIN ORADA DENTAL CORBO SPARO BOTOLO BOSEGHETA SOASO LOTREGAN MECIATO VERZELATA LOVO SFOGIO PASSARIN ROMBO CENT. 12
BISATO CENT. 2?
OSTREGA CENT. ?
PEOCIO CENT. ?

Sestiere di Castello 1871
in Fondamenta de la Tana all’incrocio con Calle Loredana
Geolocalizzazione: 45.433034, 12.355467

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