45. La fortuna mutevole

Venezia costruì la sua immensa fortuna sul commercio via mare. Per gli armatori, il ritorno delle proprie navi cariche di merci significava ricchezza assicurata; in caso contrario, poteva essere rovina totale. Questo rischio, così concreto e sentito, trovò forma e metafora proprio sopra il seicentesco edificio della Dogana da Mar, il primo che si incontra entrando in città dal mare.
Due possenti Atlanti (o Telamoni) inginocchiati sorreggono una grande Palla d’Oro, simbolo del mondo. Ma non un mondo qualsiasi: è il mondo dorato di Venezia, quello che la Serenissima dominava grazie alla sua rete commerciale, estesa dai porti del Levante fino alle Fiandre.
In cima alla sfera, in equilibrio su una sola gamba, una figura chiamata Occasio, anche nota come la Fortuna. Ha una vela in mano e funge da segnavento: ruota con il soffio del vento, indicando la sua direzione. Ma non è solo un ornamento funzionale: è un’allegoria potente. Il suo equilibrio precario e il moto instabile ricordano che la fortuna è mutevole, come il vento che guida le navi e decide i destini.

Sestiere di Dorsoduro
sopra Dogana da Mar in Fondamenta della Salute o visibile dal Sestiere di San Marco dai pontili davanti a Ca’ Giustinian da Calle del Ridotto o da Calle Tredici Martiri
Geolocalizzazione: 45.430948, 12.336834

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