
La Casa dei Sette Camini fu costruita nel Settecento come abitazione popolare. Sul finire dell’Ottocento, ospitò anche i lavoratori del vicino Cotonificio Veneziano, uno dei più importanti stabilimenti tessili della città, attivo dal 1883 fino alla sua chiusura negli anni ’60. L’edificio, situato nel sestiere di Dorsoduro, si distingue per la sua semplicità architettonica, ma presenta una caratteristica unica: sette camini perfettamente allineati lungo il lato che affaccia sul canale, ciascuno con la propria canna fumaria esterna.
Nel 1992, la casa fu sottoposta a un intervento straordinario per proteggerla dall’acqua alta. L’intero edificio, del peso di circa 600 tonnellate, fu tagliato alla base e sollevato di 40 centimetri in soli tre giorni, grazie all’impiego di 62 martinetti idraulici. Questo intervento rappresenta uno dei primi esempi concreti di sollevamento edilizio a Venezia, una tecnica che prevede il taglio controllato della base, l’inserimento dei martinetti, il sollevamento sincronizzato e il consolidamento con nuove fondazioni.
Per nascondere i segni dell’intervento, si rese necessario dipingere i muri esterni, compromettendo in parte l’aspetto originale dell’edificio. Si perse così un po’ quell’effetto unico di mattoni a vista e intonaci screpolati dall’umidità, che conferiva alla casa un fascino autenticamente veneziano.
A differenza di altri edifici veneziani come il Palazzo dei Camerlenghi e la Chiesa di San Moisè, per i quali è stato proposto un futuro sollevamento, la Casa dei Sette Camini è uno dei pochi edifici storici della città ad aver effettivamente subito questo tipo di intervento. Un altro esempio precedente è il Palazzo che ospita il Liceo Marco Polo, sollevato nel 1980 di ben 90 cm.

Sestiere di Dorsoduro (da 1904B a 1904G)
in Calle San Nicolò, la migliore vista si ha però dal portone d’ingresso delle Chiesa di Santa Teresa in Fondamenta delle Terese
Geolocalizzazione: 45.432931, 12.316384 (edificio); 45.433037, 12.316299 (visibile)