55. Mezza dozzina di patere

Sono rimaste poche le chiese di Venezia che presentano una serie di patere ordinate. La patera, tipica espressione della laguna veneta, era un bassorilievo circolare in pietra, in voga principalmente nei secoli dal X° al XV° e utilizzato spesso contro gli spiriti maligni. Al momento della demolizione di un palazzo o di una chiesa, le patere venivano recuperate e potevano essere riutilizzate sull’edificio ricostruito oppure vendute per essere inserite su altri edifici. Molte patere non sono pertanto più nella loro collocazione originaria. Invece questo bel gruppetto di 1+5 patere, molto ben conservate, si trova fin dall’inizio sul protiro (risalente al trecento) del portale laterale della Chiesa di Santa Maria dei Carmini. Come buona parte delle patere, anche queste rappresentano animali, in questo caso coppie di animali. La patera frontale (Ø 50 cm), esaltata dalla cornice (Ø 90 cm) che la racchiude, raffigura 2 pavoni in pace, nell’atto di bere si dice dalla fonte della vita. Lateralmente n. 5 patere (Ø 35÷45 cm) rappresentano l’opposto: animali predatori che infieriscono sulle prede (aquile e grifone contro leporidi, trampoliere contro pesce). All’inizio non c’erano edifici cosi addossati alla Chiesa e pertanto il protiro con patere, avendo tutt’altro respiro, aveva anche tutt’altro impatto, anche simbolico.

Sestiere di Dorsoduro
sul protiro del portale laterale della Chiesa di Santa Maria dei Carmini in Campo dei Carmini
Geolocalizzazione: 45.433587, 12.322323

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