120. Le 4 cavane murate

Con il termine toponomastico Rio Terà (cioè “rio interrato”) si indica una calle che un tempo era un canale. A Venezia, sono circa una cinquantina i canali che vennero interrati per renderli pedonabili, soprattutto durante le dominazioni francese e austriaca. Lo scopo non era soltanto quello di facilitare la circolazione di persone e merci, ma anche di soddisfare l’ambizione degli occupanti, desiderosi di introdurre elementi di modernità, come ampi vialoni.
In altri casi, l’interramento serviva a riqualificare zone degradate o rispondeva a esigenze di igiene pubblica. Tuttavia, queste trasformazioni hanno finito per snaturare alcuni luoghi, privandoli di quell’aspetto unico e caratteristico che rende Venezia così speciale.
Anche se non è sempre facile accorgersi di camminare sopra un Rio Terà, ci sono dettagli architettonici che possono rivelarlo. Un esempio emblematico è Rio Terà Antonio Foscarini, che da un certo punto prende il nome di Rio Terà dei Gesuati. Questo canale fu interrato in due fasi, nel 1838 e nel 1864, e a testimoniarlo ci sono ben quattro cavane interrate.
Le cavane erano piccoli ricoveri per imbarcazioni che penetravano all’interno degli edifici. Quando il canale veniva interrato, l’ingresso ad arco della cavana veniva murato, e lo spazio interno riutilizzato per altri scopi.

Sestiere di Dorsoduro (a sx del 909C, a dx del 909B e di fronte a 880)
in Rio Terà Antonio Foscarini (dal canale della Giudeca), due cavane alla fine della Chiesa, la terza 30 m più avanti (45.429837, 12.327768
) e la quarta altri 120 m più avanti (45.430776, 12.328429)
Geolocalizzazione: 45.429607, 12.327526

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