125. Il cubo ecomostro

Un tempo monastero delle suore francescane, poi questura e dal 1938 Hotel Santa Lucia, grazie anche all’ottimo affaccio sul Canal Grande era da tempo sofferente in termini di capienza, da qui la necessità di raddoppiarlo. Quando nel 2015 venne tolta la copertura, quell’ampliamento preso da subito il nome dispregiativo di “Cubo” (oltre che per la forma anche per l’assonanza col termine “incubo”). Un indagine condotta dal Corriere del Veneto decretò che non era gradito addirittura al 87,7% dei suoi lettori. Chissà che gusto c’è ad essere il proprietario o gli architetti di una opera considerata assurda da 9 persone su 10, per di più a Venezia. Per Wikipedia un “ecomostro” è: un edificio considerato gravemente incompatibile con l’ambiente naturale circostante, prevalentemente riguardo all’impatto visivo. L’ambiente naturale di Venezia è da sempre l’armonia. Venezia è una vecchia signora che va rispettata e non deturpata. Di obbrobri come questo proprio nessuno dotato di buonsenso e buon gusto ne sentiva l’esigenza. Ma purtroppo questo ecomostro ora esiste e anche col bene placido di persone pagate con denaro pubblico. Un altro brutto colpo per il Sestiere di Santa Croce e di Venezia tutta.

i Veneziani ancora ignari dell’obbrobrio

Sestiere di Santa Croce 458
In Fondamenta Santa Chiara, l’estensione del Hotel Santa Chiara
Geolocalizzazione: 45.438569, 12.319405

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