51. I divieti in Campo San Zaccaria

Sono rimaste ancora una decina di lapidi, ancora visibili tra le calli veneziane, che portano la firma degli “Esecutori contro la bestemmia”, una speciale magistratura istituita nel 1537 dal temuto Consiglio dei Dieci, sotto il solenne titolo di “Difensori in foro secolare delle leggi di Santa Chiesa e Correttori della negligenza delle medesime”.
Queste iscrizioni avevano una funzione precisa: ricordare pubblicamente i divieti e le punizioni previste per chi li infrangeva.
Particolarmente severe erano quelle affisse nei pressi di chiese, conventi e luoghi di clausura, dove il silenzio della preghiera doveva restare inviolato.
All’epoca si credeva che la preghiera, anche quella altrui, potesse proteggere dalla collera divina. Per questo era fondamentale che la vita religiosa non venisse disturbata, così da garantire ai benefattori di quelle istituzioni la possibilità di riceverne redenzione e aiuto, e non solo spirituale.
La lapide del 1620 posta in Campo San Zaccaria cosi recita:

IN QVESTO CAMPO NELLA CLAVSVRA
DENTRO DELLI PORTONI SONO PROHIBITI
TVTTI LI GIOCHI IL TVMVLTAR
STREPITAR DIR PAROLE OBSENE
COMMETER DISONESTA FAR IMONDITIE
METERVI ALBERI ANTENE ROTAMI NE
QVAL SI VOGLIA ALTRA SORTE DI ROBBE
SOTTO GRAVIS.ME PENE ET E PER DECRETO
DEL ILL.MI ET ECC.MI SS.I ESSEC.RI CONTRA LA
BIASTEMA DE XVI LVG.O ET VIII
AGO.O M.DCXX

Curiosa è la grafia, frutto della necessità di risparmiare spazio e fatica: le lettere venivano scolpite a mano, e spesso si cercava di fondere due caratteri in uno solo, come la “DE” nelle parole DENTRO e DELLI, oppure si mozzavano le parole, con le ultime lettere incise in apice, come si vede nelle righe finali.

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Sestiere di Castello (a sx di 4696B)
in Campo San Zaccaria, all’inizio della calle di fronte alla Chiesa di San Zaccaria
Geolocalizzazione: 45.434901, 12.342898

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