
A Venezia esiste un mestiere che non si trova in nessun’altra parte del mondo, oggi come allora: lo squerarolo, il costruttore di gondole, ma non solo. Conosciuto anche come maestro d’ascia, lo squerarolo lavora nello squero, il tradizionale cantiere navale veneziano. Il termine “squero” sembra derivare da squara, che indicava sia la squadra di lavoro, sia l’attrezzo di precisione indispensabile per la costruzione delle imbarcazioni.
Lo squero si apre su un piano che scivola verso l’acqua, facilitando il varo e il rimessaggio delle barche. Ai lati si trovano capanni, tettoie e rimesse in legno, in stile montano, che contrastano visibilmente con l’architettura veneziana circostante. Questo è dovuto ai primi maestri d’ascia, giunti dal Cadore, che portarono con sé non solo il mestiere, ma anche l’impronta delle loro abitazioni montane.
Oggi a Venezia rimangono solo cinque squeri attivi, e quello di San Trovaso è il più celebre. Si racconta che esistesse già prima del 1600, accanto all’omonima chiesa che, dal 1621, ospitava la Scuola degli Squeraroli. Dalla fondamenta di fronte si gode di una vista privilegiata sull’intero squero, e su prenotazione è possibile visitarlo, entrando in contatto con un’arte antica che ancora oggi resiste al tempo.

Sestiere di Dorsoduro (ingresso 1097; visibile 945)
ingresso squero in Campo San Trovaso, visibile invece da Fondamenta Nani
Geolocalizzazione: 45.430255, 12.325872 (squero); 45.430146, 12.326138 (visibile)
Buonasera, più che “si racconta che” è documentato che chi lavorava negli squeri erano intere famiglie montane da dove proveniva il legname.
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