
Le chiovere erano spiazzi aperti, talvolta erbosi, dove un tempo si stendevano ad asciugare i tessuti tinti. Quelle della prestigiosa Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, però, finirono per trasformarsi in un chiassoso ritrovo abusivo, tanto che nel 1668 dovette intervenire il Doge in persona, attraverso i Capi del Consiglio dei Dieci, il temutissimo organo incaricato di vigilare sulla sicurezza e sull’ordine pubblico, affidando al Comandador Iseppo Galleadi il compito di far eseguire una lapide da porre in quel luogo.
È l’unica lapide veneziana di divieti che presenta contorni movimentati da eleganti volute, mentre tutte le altre sono semplici lastre rettangolari, fitte di iscrizioni fino al bordo.
Come spesso avviene in questi manufatti, sono presenti moltissimi errori, come ad esempio:
– doppie: STATTO, PENNE, CHIOVERRE
– errori: VOLGIA, TENPO
– senza spazi: DIGIOCAR, SIPOSSA, SISIA
– con spazi: IN TELIGENSA
Strafalcioni che mostrano come gli scalpellini fossero spesso analfabeti e si limitassero a ricopiare meccanicamente quella che, per loro, era una sequenza di segni incomprensibili.
IL SER.MO (serenissimo) PR.PE (principe) FA SAPER E PER ORDINE DEGLI
ECC.MI (eccellentissimi) SIG.RI (signori) CAPI DEL ECE.CO (eccellentissimo) CON.GO (consiglio) DI XCI (dieci)
CHE NON SIA ALCVNA PERSONA DI CHE GRADO STATTO
O CONDICIONE ESSER SI VOLGIA CHA ARDISCA DIGIOCAR
A CARTE BALLA BALON PANDOLLO BORELLE O D ALTRO
QVAL SISIA GIOCO CHE IMAGINAR SIPOSSA NE MENO
FAR ALCVNA REDVTIONE SCHANDOLOSA TVMVLTVAR O STRIPITAR
IN TENPO ALCVNO NELLE CHIOVERRE DELLA VENERANDA SCOLA DI
SAN GIO. EVANGILISTA SOTTO QVELLE PENNE MAGIOR CHE PARERANO
A LORO ECC.ZE (eccellenze) ET IL PRESENTE SIA PVBLICATO ET AFFISSO NELLE PREDETTE
CHIOVERE A CHIARA IN TELIGENSA DI CADAVNO
1668 ADI 10 SETT.RE (settembre) PVBLICATO NEL CONTRA SCRITTO LVOCHO PER ME
ISEPPO GALLEADI CHOMANDADOR
Ci sono passaggi strepitosi, come l’aggiunta della clausola sui giochi: “O D ALTRO QVAL SISIA GIOCO CHE IMAGINAR SIPOSSA”, una formula di onnicomprensività, come se non bastasse aver già elencato quelli più ricorrenti.
O ancora, a differenza di altre lapidi in cui era stabilita pena e multa, qui la minaccia si fa oscura: “SOTTO QVELLE PENNE MAGIOR CHE PARERANO A LORO ECC.ZE”, lasciando una discrezionalità punitiva in mano al Consiglio dei Dieci che fa davvero paura.
E infine la chiusura, “A CHIARA IN TELIGENSA DI CADAVNO”, detta con una solennità burocratica che, nel linguaggio comune veneziano, sarebbe semplicemente: “Desso che te ga capìo, no star far monade”.



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Sestiere di San Polo
in Ramo Cimesin all’incrocio con Calle drio l’Archivio
Geolocalizzazione: 45.437293, 12.324209
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