140. Le scritte su Roma

Non lontano da Rialto, si possono ancora scorgere alcune scritte, quasi certamente realizzate con stencil, la cui origine rimane incerta. Sono visibili su almeno sei delle colonne del porticato che collega Campo Erberia a Campo Bella Vienna, ma il progressivo degrado dovuto alla totale assenza di interventi di restauro le sta rendendo sempre più illeggibili.TraContinua a leggere “140. Le scritte su Roma”

98. L’insegna dei dadi

Sul soffitto di un sottoportico in Rio Terà de le Colonne, all’incrocio con Calle dei Fabbri, si può ancora scorgere un affresco dai toni bianco e celeste, datato 1691, che raffigura tre dadi, una lanterna e una pentola. A prima vista, potrebbe sembrare l’insegna di una locanda dove si praticava il gioco d’azzardo, ma laContinua a leggere “98. L’insegna dei dadi”

74. I mosaici di Pirro

Marcello Pirro (1940–2008), artista e poeta pugliese, visse a lungo a Venezia, dove era una presenza familiare in campo Santa Margherita, facilmente riconoscibile per il suo immancabile cappello rosso. Marcello Pirro (1940–2008), artista e poeta pugliese, visse a lungo a Venezia, dove era una presenza familiare in campo Santa Margherita, facilmente riconoscibile per il suoContinua a leggere “74. I mosaici di Pirro”

69. L’acqua nel 2200

Quanto si innalzerà il livello dell’acqua a Venezia nei prossimi decenni a causa dei cambiamenti climatici? A questa domanda risponde, in modo visivo e scientifico, un wall painting di oltre 100 metri che raffigura l’andamento previsto del livello medio del mare fino al 2200, accompagnato da formule matematiche e variabili che ne spiegano l’innalzamento eContinua a leggere “69. L’acqua nel 2200”

67. La gelata del 1864

Le gelate della laguna, tanto intense da permettere di camminarci sopra, sono state più frequenti di quanto si possa immaginare. Dalla nascita di Venezia fino all’ultima del 2012, se ne contano oltre due dozzine, documentate tra scritti, dipinti e iscrizioni.Una di queste testimonianze si trova incisa su una colonna del Sotoportego del Traghetto. Il testoContinua a leggere “67. La gelata del 1864”

58. Il levantino col cuore in mano

All’inizio del Cinquecento, Cesco Pizzigani, scalpellino veneziano di raro talento, aveva lasciato il segno sulla facciata della Scuola Grande di San Marco, scolpendo giochi prospettici che ancora oggi incantano lo sguardo. Ma la sorte, si sa, a Venezia è mutevole come la marea. Quando la giovane moglie Fiorinda si ammalò, Cesco vendette la bottega perContinua a leggere “58. Il levantino col cuore in mano”

33. La pantegana

Chissà cosa voleva comunicarci l’anonimo artista che, nel 1644, con scalpello e maestria, incise una pantegana (completa di data) sulla colonna d’angolo del porticato di Palazzo Contarini Pisani, affacciato sul Canal Grande. Un gesto enigmatico: provocazione? denuncia? o semplicemente uno spaccato della quotidianità?A quel tempo Venezia contava circa 125.000 abitanti. E se si applica ilContinua a leggere “33. La pantegana”

12. Il naufrago di Bansky

Tra la notte dell’8 e il 9 maggio 2019, durante i giorni di apertura della Biennale d’Arte, un murales di Banksy è apparso nel sestiere di Dorsoduro, in una zona vicina all’università. L’opera, intitolata “The Migrant Child”, emerge dalle acque del canale Rio de Ca’ Foscari, dipinta sul muro scrostato di Palazzo San Pantalon.Il dipintoContinua a leggere “12. Il naufrago di Bansky”