Veneti e trentini sono da tempo abituati a veder sorgere dalle proprie terre le maestose creature di Marco Martello in arte Martalar, che si autodefinisce “scultore del legno e artista del bosco”. Sebbene il loro habitat naturale sia la montagna, già in due occasioni queste opere hanno raggiunto anche la Serenissima.La prima apparizione risale alContinua a leggere “171. La custode della Certosa”
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170. La statua del divo
La Scala dei Giganti è uno di quei luoghi veneziani in cui l’architettura smette di essere solo architettura e diventa teatro. Nel cortile di Palazzo Ducale, questa scalinata monumentale del tardo Quattrocento era il palcoscenico solenne su cui i dogi venivano ufficialmente investiti del loro ruolo.Sulla sommità, come due guardiani eterni, si ergono Marte eContinua a leggere “170. La statua del divo”
169. La meridiana Grossa
Venezia, città dove più di altre il tempo sembra sospeso, non custodisce nemmeno una ventina di meridiane, isole comprese. Eppure, tra queste antiche sentinelle, ne spicca una figlia del nostro secolo, realizzata nel 2008. Un’opera unica nella laguna, perché non è appesa a una parete, ma adagiata orizzontalmente al suolo, come un tappeto tessuto daiContinua a leggere “169. La meridiana Grossa”
168. Quattro numeri nel nulla
Venezia ha un modo tutto suo di raccontare la propria toponomastica. Qui non si affida a targhe metalliche, ma ai nizioleti (piccole lenzuola): rettangoli bianchi bordati di nero, dipinti direttamente sugli intonaci, che riportano in nero i nomi di calli e campi, ma non solo. Anche la numerazione civica adotta “mini” nizioleti, rettangolari o ovali,Continua a leggere “168. Quattro numeri nel nulla”
167. La piera sbusa sola (3)
Chissà quanti turisti (e quanti veneziani) hanno attraversato Campo Sant’Anzolo, uno dei più ampi del sestiere di San Marco, senza mai accorgersi che, sul palazzetto adiacente all’Oratorio dell’Annunziata (o Oratorio di Sant’Angelo degli Zoppi), si nasconde una piera sbusa.La si scorge all’ultimo piano, sulla facciata laterale sinistra: quella addossata all’oratorio, un tempo rivolta verso laContinua a leggere “167. La piera sbusa sola (3)”
166. L’officina del gas
Nel cuore del sestiere di Castello, a pochi passi dalla monumentale Chiesa di San Francesco della Vigna, si stagliano due grandi strutture cilindriche in metallo, oggi segnate dal tempo e dalla ruggine. Sono le due gabbie superstiti dei sei gasometri che, nel corso degli anni, furono edificati in quest’area per potenziare lo stoccaggio del “gasContinua a leggere “166. L’officina del gas”
165. L’elica contraria
Venezia è una città di segreti: alcuni noti a tutti, altri che si rivelano solo a chi ha la pazienza di cercarli, e poi ce ne sono di più silenziosi, nascosti, quasi introvabili. Uno di questi si cela nel Palazzo Contarini-Fasan, elegante e misterioso, sospeso sulle acque del Canal Grande di fronte alla solenne BasilicaContinua a leggere “165. L’elica contraria”
164. La partigiana veneziana
La statua che Venezia dedica alla Partigiana è molto più di un’opera d’arte: è un simbolo potente di memoria, resistenza e dignità. Dedicata alle donne che combatterono contro il nazifascismo, si trova lungo la Riva dei Partigiani, accanto ai Giardini della Biennale, nel sestiere di Castello.La sua storia è segnata da ferite e polemiche. UnaContinua a leggere “164. La partigiana veneziana”
163. Il cinema Accademia
Situato nel cuore di Dorsoduro, a pochi passi dalle Gallerie dell’Accademia, il Cinema Accademia nacque nel 1928 sulle fondamenta di un antico teatro del XVI secolo. Elegante e moderno, fu per decenni un faro di cultura, prima di scivolare nel silenzio e nell’abbandono, fino alla sua recente rinascita.Nei primi anni la programmazione fu curata dallaContinua a leggere “163. Il cinema Accademia”
162. Il ponte della Salute
A Venezia ci sono ponti che non durano per sempre. Appaiono e scompaiono, come apparizioni. Sono appena quattro, ma la città li ha battezzati con molti nomi: temporanei, galleggianti, di barche, votivi.Temporanei, perché nascono per una ricorrenza e subito svaniscono, fino al richiamo successivo.Galleggianti o di barche, perché il cammino poggia su imbarcazioni allineate, unaContinua a leggere “162. Il ponte della Salute”
161. La misura dei pesci (2)
In Campo San Pantalon, sul Palazzo Signolo che costeggia il Rio de Ca’ Foscari, si trova una lapide con l’indicazione della misura minima dei pesci destinati alla vendita. In città esistono almeno altre tre targhe con identica iscrizione, collocate in diversi punti. Il loro intento era quello di promuovere una pesca sostenibile, concetto oggi moltoContinua a leggere “161. La misura dei pesci (2)”
160. L’ultimo ponte
La Serenissima vanta la più alta densità di ponti al mondo: 435 per circa 48.500 abitanti, un primato che vale a dire un ponte ogni 111 persone.Eppure, in una città che non può espandersi, la costruzione di nuovi ponti è evento raro.Tra i pochi nati in epoca moderna, il più noto è il Ponte dellaContinua a leggere “160. L’ultimo ponte”
159. Strage in Campo dei Mori
Durante la Prima Guerra Mondiale, Venezia fu tra le prime città italiane, per la sua vicinanza al fronte, a subire i bombardamenti aerei dall’aviazione austro-ungarica.Il primo attacco generò subito sgomento: in una città priva di sottosuolo, dove non esistevano rifugi antiaerei, la popolazione era totalmente esposta. E in un luogo così denso di storia eContinua a leggere “159. Strage in Campo dei Mori”
158. Una piera sbusa vicina vicina
A Venezia ho rintracciato finora 64 piere sbuse con foro orizzontale, disseminate su 31 facciate di 25 edifici. Questa in particolare aggiunge un tassello inatteso al mosaico del mistero: si trova in una calle strettissima e senza uscita (un luogo che solo un’altra piera sbusa condivide) raggiungibile attraverso un “sotoportego” ancora più angusto, quasi unContinua a leggere “158. Una piera sbusa vicina vicina”
157. L’orologio con 24 ore (2)
La tradizione vuole che la chiesa di San Giacomo di Rialto, affettuosamente chiamata San Giacométo, sia la più antica di Venezia, poiché consacrata il 25 marzo 421: una data che la leggenda ha eletto a nascita ufficiale della città. Fin da subito, l’area circostante si affermò come cuore pulsante del commercio veneziano. Dipinti dell’epoca mostranoContinua a leggere “157. L’orologio con 24 ore (2)”
156. L’enigma del capitello
Ogni articolo che scrivo ha una sua storia. E oggi, per una volta, non racconterò la storia che ho scoperto, ma la scoperta di questa storia.Poiché non abito a Venezia, ma nel cuore del Friuli, le mie indagini non possono sempre contare su indizi raccolti sul posto. Mi affido quindi alla lettura di svariati libri,Continua a leggere “156. L’enigma del capitello”
155. Il riposo dell’ultimo Doge
La prossima volta che passate per la stazione di Venezia, non tirate dritto. Lo so: l’entusiasmo dell’arrivo e l’adrenalina della partenza spingono a ignorarla, ma la Chiesa di Santa Maria di Nazareth, detta degli Scalzi, merita uno sguardo. È una delle chiese più interessanti di Venezia, un trionfo barocco che, tra le altre cose, nascondeContinua a leggere “155. Il riposo dell’ultimo Doge”
154. La calle in cotto
L’architettura urbana si trasforma nel corso dei secoli, e non riguarda solo gli edifici: anche le superfici su cui camminiamo raccontano storie. Oggi viviamo in un’epoca in cui si cerca di preservare e valorizzare il passato, ma la pavimentazione delle città raramente conserva tracce significative della sua storia. È infatti tra le prime a doverContinua a leggere “154. La calle in cotto”
153. Il chiodo della croce
Nella primavera del 1270, prima di partire per la sua seconda crociata, il re di Francia Luigi IX fa tappa a Venezia. Travestito da semplice pellegrino, si reca in incognito su una piccola isola all’ingresso del Canal Grande, dove 34 anni prima era sorta la chiesa e il convento di Santa Chiara (oggi sede dell’HotelContinua a leggere “153. Il chiodo della croce”
152. Il leone chiave
È curioso pensare che possa sembrare strano trovare un leone di San Marco su un ponte a Venezia. Eppure, c’è una logica profonda dietro questa presenza. Un ponte, infatti, è strutturalmente un arco, e l’arco poggia su una pietra centrale chiamata “chiave di volta”. Questa pietra è fondamentale: non solo regge l’intera struttura, ma nelContinua a leggere “152. Il leone chiave”
151. Le patere in terracotta
A Venezia esiste un solo luogo dove si possono ammirare delle patere e formelle in terracotta, simili a quelle antiche, ma decisamente più recenti. Sono appese ai muri in mattoni di una casa (e della sua porta d’acqua adiacente) nel Ghetto Novissimo. Le decorazioni raffigurano madonne, angeli, putti, maschere e, soprattutto, teste di leone, forseContinua a leggere “151. Le patere in terracotta”
150. L’inno all’onestà
Sull’abside esterno della Chiesa di San Giacomo di Rialto si trova un abbinamento curioso: due iscrizioni in latino, una racchiusa in una croce e l’altra in una striscia sottostante. La prima, all’interno della croce, è rivolta all’anima e alla spiritualità, quindi perfettamente coerente con il luogo sacro. La seconda, invece, è rivolta all’esterno, al mondoContinua a leggere “150. L’inno all’onestà”
149. La colonna di Santa Croce
Nel luogo dove oggi è incastonata questa colonna, un tempo sorgeva la Chiesa di Santa Croce, la cui fondazione risale addirittura al 568. Accanto ad essa, nel 1109, venne costruito il relativo monastero. Dopo vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli, si giunse al 1810, quando Napoleone, con uno dei suoi decreti sulla soppressione dei monasteri,Continua a leggere “149. La colonna di Santa Croce”
148. La meridiana dell’Arsenale
Venezia non è certo famosa per le meridiane: tra quelle antiche e moderne, se ne contano poco più di una decina in tutta la laguna. Tra le più note spicca quella dell’Arsenale, che però non è così antica come potrebbe sembrare.Nel 1686, per permettere il passaggio di navi più grandi, si rese necessario ampliare laContinua a leggere “148. La meridiana dell’Arsenale”
147. Il Doge mancante
La Torre dell’Orologio è un esempio straordinario di bellezza e armonia architettonica. Tuttavia, gli osservatori più attenti avranno notato un dettaglio curioso: il leone alato di San Marco non è perfettamente centrato nella sua nicchia. Come mai?La torre fu inaugurata il 1° febbraio 1499 dal doge Agostino Barbarigo. Sotto la campana, si trovavano due statue:Continua a leggere “147. Il Doge mancante”