154. La calle in cotto

L’architettura urbana si trasforma nel corso dei secoli, e non riguarda solo gli edifici: anche le superfici su cui camminiamo raccontano storie. Oggi viviamo in un’epoca in cui si cerca di preservare e valorizzare il passato, ma la pavimentazione delle città raramente conserva tracce significative della sua storia. È infatti tra le prime a doverContinua a leggere “154. La calle in cotto”

153. Il chiodo della croce

Nella primavera del 1270, prima di partire per la sua seconda crociata, il re di Francia Luigi IX fa tappa a Venezia. Travestito da semplice pellegrino, si reca in incognito su una piccola isola all’ingresso del Canal Grande, dove 34 anni prima era sorta la chiesa e il convento di Santa Chiara (oggi sede dell’HotelContinua a leggere “153. Il chiodo della croce”

152. Il leone chiave

È curioso pensare che possa sembrare strano trovare un leone di San Marco su un ponte a Venezia. Eppure, c’è una logica profonda dietro questa presenza. Un ponte, infatti, è strutturalmente un arco, e l’arco poggia su una pietra centrale chiamata “chiave di volta”. Questa pietra è fondamentale: non solo regge l’intera struttura, ma nelContinua a leggere “152. Il leone chiave”

151. Le patere in terracotta

A Venezia esiste un solo luogo dove si possono ammirare delle patere e formelle in terracotta, simili a quelle antiche, ma decisamente più recenti. Sono appese ai muri in mattoni di una casa (e della sua porta d’acqua adiacente) nel Ghetto Novissimo. Le decorazioni raffigurano madonne, angeli, putti, maschere e, soprattutto, teste di leone, forseContinua a leggere “151. Le patere in terracotta”

150. L’inno all’onestà

Sull’abside esterno della Chiesa di San Giacomo di Rialto si trova un abbinamento curioso: due iscrizioni in latino, una racchiusa in una croce e l’altra in una striscia sottostante. La prima, all’interno della croce, è rivolta all’anima e alla spiritualità, quindi perfettamente coerente con il luogo sacro. La seconda, invece, è rivolta all’esterno, al mondoContinua a leggere “150. L’inno all’onestà”

149. La colonna di Santa Croce

Nel luogo dove oggi è incastonata questa colonna, un tempo sorgeva la Chiesa di Santa Croce, la cui fondazione risale addirittura al 568. Accanto ad essa, nel 1109, venne costruito il relativo monastero. Dopo vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli, si giunse al 1810, quando Napoleone, con uno dei suoi decreti sulla soppressione dei monasteri,Continua a leggere “149. La colonna di Santa Croce”

148. La meridiana dell’Arsenale

Venezia non è certo famosa per le meridiane: tra quelle antiche e moderne, se ne contano poco più di una decina in tutta la laguna. Tra le più note spicca quella dell’Arsenale, che però non è così antica come potrebbe sembrare.Nel 1686, per permettere il passaggio di navi più grandi, si rese necessario ampliare laContinua a leggere “148. La meridiana dell’Arsenale”

147. Il Doge mancante

La Torre dell’Orologio è un esempio straordinario di bellezza e armonia architettonica. Tuttavia, gli osservatori più attenti avranno notato un dettaglio curioso: il leone alato di San Marco non è perfettamente centrato nella sua nicchia. Come mai?La torre fu inaugurata il 1° febbraio 1499 dal doge Agostino Barbarigo. Sotto la campana, si trovavano due statue:Continua a leggere “147. Il Doge mancante”

146. Il pozzo più grande

Il pozzo più grande di Venezia si trova in Campo San Polo. La sua vera ottagonale misura ben 3,2 metri di diametro, che diventano 5,7 metri se si includono i tre gradini che lo circondano. Solo avvicinandosi si riesce a coglierne davvero le dimensioni, perché da lontano sembra quasi perdersi nell’ampiezza del campo, uno deiContinua a leggere “146. Il pozzo più grande”

145. L’albero della libertà

C’è un albero curioso, nato molti anni fa all’interno di Palazzo Surian, che spunta da una grata di un finestrone al piano terra, estendendosi fino alla fondamenta. Qualcuno lo ha soprannominato “l’Albero della Libertà”, per il modo in cui è riuscito a uscire dalla sua prigione di ferro e pietra. Dopo anni di crescita, duranteContinua a leggere “145. L’albero della libertà”

144. I divieti di Sant’Andrea

In questa zona di Venezia, spesso trascurata dai visitatori e deturpata dagli edifici moderni di Piazzale Roma, si trova una lapide molto interessante. Essa serviva, potremmo dire oggi, a tutelare la privacy delle monache del monastero di Sant’Andrea de la Zirada, impegnate in opere di assistenza rivolte soprattutto alle donne povere.La presenza stessa della targaContinua a leggere “144. I divieti di Sant’Andrea”

143. Il campanile storto di S. Martino

Le costruzioni di Venezia poggiano su fondazioni composte da pali di legno conficcati nel terreno paludoso. Con il tempo, e sotto il peso degli edifici, questi pali possono assestarsi, provocando inclinazioni più o meno evidenti. I campanili, essendo le strutture più alte e quindi più pesanti rispetto alla loro base, sono quelli che hanno subitoContinua a leggere “143. Il campanile storto di S. Martino”

142. La porta delle botti

Ci troviamo a circa 100 metri in linea d’aria sia dalla Riva del Vin, dove un tempo si scaricavano le botti di vino per il controllo da parte dei dazieri, sia dalla Calle dei Botteri, sede storica della costruzione di botti per olio e vino. In questo punto, una porta si distingue nettamente dalle altreContinua a leggere “142. La porta delle botti”

141. L’aeroporto del Lido

A Venezia c’è un luogo che, pur riportandoti indietro di appena un secolo, riesce a farti sentire agli albori di un’epoca: quella dell’aviazione civile. Parliamo dell’aeroporto “Giovanni Nicelli”, il primo scalo civile d’Italia, inaugurato con la storica tratta passeggeri Venezia-Vienna.L’attuale aerostazione, aperta nel 1935, ha un primato unico: è l’unica in Italia ad essere rimastaContinua a leggere “141. L’aeroporto del Lido”

140. Le scritte su Roma

Non lontano da Rialto, si possono ancora scorgere alcune scritte, quasi certamente realizzate con stencil, la cui origine rimane incerta. Sono visibili su almeno sei delle colonne del porticato che collega Campo Erberia a Campo Bella Vienna, ma il progressivo degrado dovuto alla totale assenza di interventi di restauro le sta rendendo sempre più illeggibili.TraContinua a leggere “140. Le scritte su Roma”

139. La pietra della Teriaca

Un dettaglio che spesso passa inosservato, ma che racchiude una delle pagine più curiose e affascinanti della storia farmaceutica veneziana. Una piccola impronta circolare, visibile su un masegno alla sinistra dell’ingresso della Farmacia “Alle Due Colonne”, è ciò che resta delle innumerevoli volte in cui, in passato, vi fu appoggiato il grande mortaio in bronzoContinua a leggere “139. La pietra della Teriaca”

138. Il cavaliere ingannato

Venezia, per entrare in possesso di una parte dell’immenso patrimonio del condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, aveva accettato una particolare clausola testamentaria: dopo la sua morte, sarebbe stata eretta una sua statua equestre in Piazza San Marco, come da sue ultime volontà:“Rogat ut dignetur facere fieri imaginem super equo brondeo et ipsam imaginem ponere super plateaContinua a leggere “138. Il cavaliere ingannato”

137. Il primo numero di Santa Croce

A Venezia, i numeri civici non sono organizzati per via, ma per ciascuno dei sei Sestieri in cui è divisa la città. Questo sistema particolare fa sì che i numeri civici raggiungano cifre piuttosto elevate: si va da un minimo di 2.359 nel Sestiere di Santa Croce fino a un massimo di 6.828 nel SestiereContinua a leggere “137. Il primo numero di Santa Croce”

136. Il liagò del Rio Terà

Il termine liagò (o diagò) non compare nei vocabolari comuni, ma è tipico della parlata veneziana. Il significato attribuito oggi non è sempre uniforme, anche se si rifà a interpretazioni tramandate nel tempo. Spesso viene accostato a sinonimi più o meno pertinenti, come gli italiani “verone”, “lobia” o “bovindo”, l’inglese “bow-window”, oppure i triestini “sburta”Continua a leggere “136. Il liagò del Rio Terà”

135. Il povero fornaretto

Sul loggiato meridionale della Basilica di San Marco, due lampioni si accendono ogni sera. Secondo la tradizione, questi lumi ricordano un tragico errore giudiziario avvenuto oltre cinquecento anni fa, proprio nel luogo dove si svolgevano le esecuzioni capitali della Serenissima: tra le colonne del Leone alato e di San Todaro, nella Piazzetta San Marco.La vicendaContinua a leggere “135. Il povero fornaretto”

134. Una piera sbusa sopra l’altra

Curiose, queste “pietre bucate”. Di solito si trovano simmetricamente ai lati di una finestra, equidistanti a destra e a sinistra. Qui, invece, sono presenti solo su un lato. Ma su questo palazzo non è così strano: quelle di destra sono probabilmente state rimosse per fare spazio alla trifora, aggiunta in epoca successiva.Ci sono però dueContinua a leggere “134. Una piera sbusa sopra l’altra”

133. La fabbrica di fiammiferi

Nel 1875, non lontano dalla stazione ferroviaria, la ditta Luigi Baschiera & C. avviò uno stabilimento per la produzione di fiammiferi e cerini. In meno di dieci anni, l’azienda divenne la seconda fabbrica di fiammiferi più importante d’Italia, con quasi mille dipendenti. A Venezia, per numero di lavoratori, era seconda solo al Cotonificio Veneziano.Nel 1887Continua a leggere “133. La fabbrica di fiammiferi”

132. Il barbacane massimo sporto

I barbacani sono mensole in legno o pietra che sporgono dalla struttura muraria, permettendo ai piani superiori di estendersi oltre il piano terra. A Venezia, la loro dimensione massima era regolata da un barbacane di riferimento, ancora visibile in Calle della Madonna, scolpito in pietra d’Istria con l’incisione: PER LA IVRIDICIOM DI BARBACANI.Le interpretazioni sullaContinua a leggere “132. Il barbacane massimo sporto”

131. Il nizioleto di pietra

In una città dove una via può chiamarsi calle, caletta, calesella, ramo, ruga, fondamenta, rio terà, riva, salizada o piscina, e dove una piazza può essere campo, campiello, campazzo, corte o cortesela, sarebbe stato pensabile utilizzare normali cartelli stradali per le indicazioni toponomastiche? Ovviamente no. A Venezia, queste indicazioni sono affidate ai celebri nizioleti (oContinua a leggere “131. Il nizioleto di pietra”

130. Il ponte più vecchio

Secondo le Chronicon Altinate del XIII secolo, Venezia nacque il 25 marzo 421 a Riva Alta, l’attuale Rialto. È quindi naturale iniziare la ricerca del ponte più antico proprio in quella zona. Diverse fonti indicano il Ponte di Rialto, costruito tra il 1588 e il 1591, come il più antico sul Canal Grande, e suContinua a leggere “130. Il ponte più vecchio”