46. La meridiana di Sant’Alipio

Un tempo, il tempo si misurava con il sole, e la meridiana era lo strumento più diffuso per scandirne il passo. Venezia, a dire il vero, non ne ha mai fatto grande uso: lo si intuisce dal numero esiguo di meridiane sopravvissute, che si contano sulle dita di due mani. Colpa forse delle calli strette,Continua a leggere “46. La meridiana di Sant’Alipio”

45. La fortuna mutevole

Venezia costruì la sua immensa fortuna sul commercio via mare. Per gli armatori, il ritorno delle proprie navi cariche di merci significava ricchezza assicurata; in caso contrario, poteva essere rovina totale. Questo rischio, così concreto e sentito, trovò forma e metafora proprio sopra il seicentesco edificio della Dogana da Mar, il primo che si incontraContinua a leggere “45. La fortuna mutevole”

44. Il palazzo coi conigli

Oggi come allora, abbellire il proprio palazzo, renderlo unico, riconoscibile, diverso dagli altri, resta una piccola ossessione per molti proprietari veneziani. Questo edificio, nel 2013, si presentava con un semplice balcone fiorito, come tanti altri affacciati sull’acqua. Ma nel 2018 qualcosa cambia: compaiono sei conigli di pietra, quattro sopra e due ai lati inferiori.Nell’immaginario collettivo,Continua a leggere “44. Il palazzo coi conigli”

43. Il Ponte dei Tre Ponti

Il Ponte dei Tre Ponti si trova a pochi passi da Piazzale Roma, in uno degli snodi più trafficati di Venezia. In origine, il nome derivava dalla sua struttura: tre passerelle collegate a un unico pilone centrale, che univano altrettanti percorsi pedonali.Nel 1933, con lo scavo del Rio Novo, fu aggiunto un quarto ponte, sempreContinua a leggere “43. Il Ponte dei Tre Ponti”

42. La pietra rossa della peste

La storia è legata alla devastante peste del 1630, che in appena un anno e mezzo uccise circa 80.000 veneziani. In Corte Nova abitava una donna di nome Giovanna, che raccontò di aver avuto una visione della Madonna e invitò gli abitanti ad affidarsi alla sua protezione.Giovanna dipinse un’immagine della Vergine, davanti alla quale, secondoContinua a leggere “42. La pietra rossa della peste”

41. La scala a bovolo

Nel 1499, i Contarini decisero di arricchire il loro palazzo con una scalinata esterna che collegasse i vari piani. L’incarico fu affidato all’architetto veneto Giovanni Candi, che progettò una struttura alta 26 metri, composta da 80 gradini a chiocciola, alleggerita da numerosi archi e coronata da un belvedere a cupola con vista mozzafiato sulla città.Continua a leggere “41. La scala a bovolo”

40. La corte in cotto

Anticamente, tutta la pavimentazione pedonale di Venezia era in terra battuta. Col tempo, fu progressivamente sostituita dai più pratici mattoni di cotto, disposti quasi sempre a spina di pesce. Fu solo a partire dal Settecento che si cominciò ad adottare i masegni (dal termine “macigni”) per selciare dapprima le calli principali che per questo preseroContinua a leggere “40. La corte in cotto”

39. Le patere dei 4 evangelisti

Le patere sono bassorilievi circolari, diffusi tra l’XI e il XIII secolo, che decoravano edifici civili e religiosi come autentici talismani urbani contro il male. I soggetti più comuni erano animali reali o fantastici, ciascuno portatore di un significato simbolico. Ad esempio il leone rappresentava la virtù, il grifone la vigilanza, l’aquila l’eternità, il pavoneContinua a leggere “39. Le patere dei 4 evangelisti”

38. L’orologio con 24 ore

Appena si entra in Campo Santi Apostoli, lo sguardo è subito catturato dall’imponente campanile dell’omonima chiesa, alto 47 metri. Al centro del campanile campeggia un grande orologio, la cui peculiarità è il quadrante suddiviso in 24 ore.Tra gli otto orologi di questo tipo ancora esistenti a Venezia, quello della Chiesa dei Santi Apostoli è unicoContinua a leggere “38. L’orologio con 24 ore”

37. La cannonata sul colonnato

Così si legge nei resoconti dell’epoca:«Trentottesima incursione aerea nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 1918. Venezia bombardata ininterrottamente per otto ore da cinquanta velivoli austro-tedeschi, che gettano sulla città circa trecento bombe. Il nemico compie il suo massimo e vandalico sfogo sulla Regina dell’Adriatico, perdendo due apparecchi. Il bombardamento ha inizio alleContinua a leggere “37. La cannonata sul colonnato”

36. La chiesa nascosta

Dall’esterno, se non fosse per la tipica bacheca posta a lato, l’ingresso sembrerebbe una semplice porta d’abitazione, incastonata tra le vetrine dei negozi. Eppure, dietro quel passaggio discreto si cela la Chiesa di Santa Sofia, un tempo visibile e solenne, oggi nascosta tra le case.La chiesa e il suo campanile furono inglobati nel tessuto urbanoContinua a leggere “36. La chiesa nascosta”

35. La quarta calle più stretta

A Venezia ci sono ben sette calli che si fregiano del nome “Calle Stretta” o “Calle Streta”, e verrebbe naturale pensare che siano le più difficili da attraversare. In realtà, se stilassimo una classifica delle cinque calli più strette della città, solo questa “Calle Stretta” entrerebbe nella lista: si posiziona al quarto posto con unaContinua a leggere “35. La quarta calle più stretta”

34. Il liagò di ferro

A partire dai liagò più antichi, realizzati in legno e collocati sulle facciate dei palazzi affacciati sui canali, nel tempo si è assistito a un’evoluzione della struttura, che ha portato alla diffusione di versioni più semplici e accessibili, dando origine a varianti significative.Il liagò in questione si distingue, oltre per essere molto più recente, perContinua a leggere “34. Il liagò di ferro”

33. La pantegana

Chissà cosa voleva comunicarci l’anonimo artista che, nel 1644, con scalpello e maestria, incise una pantegana (completa di data) sulla colonna d’angolo del porticato di Palazzo Contarini Pisani, affacciato sul Canal Grande. Un gesto enigmatico: provocazione? denuncia? o semplicemente uno spaccato della quotidianità?A quel tempo Venezia contava circa 125.000 abitanti. E se si applica ilContinua a leggere “33. La pantegana”

32. La stele del pane

Ultima nel suo genere, questa stele in pietra d’Istria reca incisa la voce severa del 1727: un proclama contro la vendita abusiva del pane, su ordine diretto del doge Alvise III Mocenigo. Il lungo testo, in veneziano d’epoca, è fitto di casistiche e sanzioni, e regolava con rigore il gesto quotidiano del nutrirsi. Memoria diContinua a leggere “32. La stele del pane”

31. Il palazzo più stretto

La domanda di rito, immancabile, è sempre la stessa: “Ci passa almeno un letto?”. E in effetti, impressiona quanto sia stretto questo palazzo, entrando in Salizzada Pio X con il Ponte di Rialto sullo sfondo. La sua esile larghezza, accentuata dalla notevole altezza, dà l’impressione che possa piegarsi al primo soffio di vento. In realtà,Continua a leggere “31. Il palazzo più stretto”

30. L’hotel polveriera

L’ingresso dell’Hotel San Fantin custodisce una memoria insolita: conserva le tracce dell’assedio e del bombardamento di Venezia da parte delle truppe austriache, avvenuti durante la sfortunata rivoluzione del 1848–1849, quando la città si proclamò Repubblica di San Marco.Nel 1869, per commemorare la resistenza veneziana, fu realizzata una piccola loggia in cui vennero inserite 90 palleContinua a leggere “30. L’hotel polveriera”

29. Il campanile inclinato di S. Stefano

Nel cuore di Venezia, il campanile di Santo Stefano si innalza per 66 metri, distaccato dal corpo della chiesa e tra i più alti della città. Durante la sua ricostruzione, avviata dopo l’incendio del 1585, un cedimento delle fondamenta, verificatosi già al raggiungimento dei 30 metri, ne provoca l’inclinazione. Ma i lavori non si fermano:Continua a leggere “29. Il campanile inclinato di S. Stefano”

28. La prima laureata al mondo

Sono le nove del mattino del 25 giugno 1678, nella cappella della Vergine della cattedrale di Padova, quando si compie un evento senza precedenti: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia diventa la prima donna al mondo a conseguire una laurea. La commissione le conferisce il titolo di “magistra et doctrix in philosophia” per la sua brillante dissertazioneContinua a leggere “28. La prima laureata al mondo”

27. Una concentrazione di patere

La pàtera, tipico ornamento della tradizione lagunare veneta, è un bassorilievo circolare, solitamente scolpito in pietra d’Istria o marmo. Diffusa tra la fine del X e il XII secolo, con sporadiche riprese fino al XV, veniva collocata nella parte alta di edifici e chiese, con funzione apotropaica: serviva cioè ad allontanare o neutralizzare le influenzeContinua a leggere “27. Una concentrazione di patere”

26. Una porta diventata doppia

L’antico portone d’ingresso di questo palazzo è stato riconfigurato in due accessi separati, ciascuno ridotto a una porticina sorprendentemente stretta, conseguenza diretta della suddivisione interna dell’edificio. Con la frammentazione degli spazi, mantenere un ingresso comune non era più praticabile. Si è quindi adottata una soluzione visivamente insolita: la soglia è stata divisa da una robustaContinua a leggere “26. Una porta diventata doppia”

25. Il ponte più basso

Il Ponte dei Meloni, incastonato tra Campo Sant’Aponal e Campo San Polo, è forse il più discreto di Venezia: così basso da confondersi con il selciato, così largo da sembrare il naturale prolungamento del campiello. Chi lo attraversa spesso non si accorge nemmeno di varcare un ponte, nessuno scalino da salire, nessuno parapetto appariscente.Si ritieneContinua a leggere “25. Il ponte più basso”

24. Andare in rosso

A causa del personaggio di Shylock ne Il Mercante di Venezia di Shakespeare, nell’immaginario collettivo gli ebrei vennero a lungo associati all’immagine stereotipata dell’usuraio avido e ricco di denaro. In realtà, fin dal Medioevo, il prestito a interesse era una delle poche attività consentite agli ebrei dalle leggi dei paesi cristiani in cui risiedevano. QuestoContinua a leggere “24. Andare in rosso”

23. L’ultimo numero di Santa Croce

La numerazione civica di Venezia è un unicum al mondo. A causa dell’altissimo numero di calli, campielli e fondamenta che condividono nomi identici o simili, non è stato possibile adottare il classico sistema “a stradario”, in cui i numeri civici crescono ordinatamente lungo una via, con pari e dispari su lati opposti.Nel 1801 si optòContinua a leggere “23. L’ultimo numero di Santa Croce”

22. La terza colonna

Dovevano essere tre, le colonne della Piazzetta San Marco a sorreggere una triade potente: San Teodoro (San Todaro in veneziano), primo santo patrono della città; San Marco, il nuovo protettore; e al centro il Doge, incarnazione terrena della forza della Serenissima.Si racconta che fosse particolarmente felice il capitano Jacopo Orseolo Falier quando, nel 1272, feceContinua a leggere “22. La terza colonna”