Sono rimaste ancora una decina di lapidi, ancora visibili tra le calli veneziane, che portano la firma degli “Esecutori contro la bestemmia”, una speciale magistratura istituita nel 1537 dal temuto Consiglio dei Dieci, sotto il solenne titolo di “Difensori in foro secolare delle leggi di Santa Chiesa e Correttori della negligenza delle medesime”.Queste iscrizioni avevanoContinua a leggere “51. I divieti in Campo San Zaccaria”
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50. La casa dei sette camini
La Casa dei Sette Camini fu costruita nel Settecento come abitazione popolare. Sul finire dell’Ottocento, ospitò anche i lavoratori del vicino Cotonificio Veneziano, uno dei più importanti stabilimenti tessili della città, attivo dal 1883 fino alla sua chiusura negli anni ’60. L’edificio, situato nel sestiere di Dorsoduro, si distingue per la sua semplicità architettonica, maContinua a leggere “50. La casa dei sette camini”
49. Le ancore austro-ungariche
Queste imponenti ancore raccontano la fine di due corazzate della Imperiale e Regia Marina Austro-Ungarica, protagoniste degli ultimi atti della Prima guerra mondiale.La prima appartiene alla SMS Viribus Unitis, nave ammiraglia della flotta austro-ungarica. Il suo destino cambiò il 1° novembre 1918, quando gli ufficiali italiani Raffaele Rossetti e Raffaele Paolucci, partiti da Venezia, riuscironoContinua a leggere “49. Le ancore austro-ungariche”
48. La porta blu
In una calle laterale di Ruga Giuffa, apparentemente senza uscita, si trova una porta che appartiene all’antico palazzo gotico Ca’ da Mezzo risalente ai primi decenni del Quattrocento, la cui facciata principale si affaccia sul Rio di San Severo. Il palazzo presenta le tipiche tre porte dei palazzi veneziani: una sul canale per l’accesso viaContinua a leggere “48. La porta blu”
47. Le colonne rosa
L’impatto visivo della facciata del Palazzo Ducale, soprattutto per chi la osserva per la prima volta, è folgorante. La massa compatta della parte superiore sembra sospesa, quasi in bilico, sopra due ordini di colonne scolpite nella bianca e finissima pietra d’Istria. Un equilibrio perfetto tra solidità e leggerezza, che lascia senza fiato per bellezza eContinua a leggere “47. Le colonne rosa”
46. La meridiana di Sant’Alipio
Un tempo, il tempo si misurava con il sole, e la meridiana era lo strumento più diffuso per scandirne il passo. Venezia, a dire il vero, non ne ha mai fatto grande uso: lo si intuisce dal numero esiguo di meridiane sopravvissute, che si contano sulle dita di due mani. Colpa forse delle calli strette,Continua a leggere “46. La meridiana di Sant’Alipio”
45. La fortuna mutevole
Venezia costruì la sua immensa fortuna sul commercio via mare. Per gli armatori, il ritorno delle proprie navi cariche di merci significava ricchezza assicurata; in caso contrario, poteva essere rovina totale. Questo rischio, così concreto e sentito, trovò forma e metafora proprio sopra il seicentesco edificio della Dogana da Mar, il primo che si incontraContinua a leggere “45. La fortuna mutevole”
44. Il palazzo coi conigli
Oggi come allora, abbellire il proprio palazzo, renderlo unico, riconoscibile, diverso dagli altri, resta una piccola ossessione per molti proprietari veneziani. Questo edificio, nel 2013, si presentava con un semplice balcone fiorito, come tanti altri affacciati sull’acqua. Ma nel 2018 qualcosa cambia: compaiono sei conigli di pietra, quattro sopra e due ai lati inferiori.Nell’immaginario collettivo,Continua a leggere “44. Il palazzo coi conigli”
43. Il Ponte dei Tre Ponti
Il Ponte dei Tre Ponti si trova a pochi passi da Piazzale Roma, in uno degli snodi più trafficati di Venezia. In origine, il nome derivava dalla sua struttura: tre passerelle collegate a un unico pilone centrale, che univano altrettanti percorsi pedonali.Nel 1933, con lo scavo del Rio Novo, fu aggiunto un quarto ponte, sempreContinua a leggere “43. Il Ponte dei Tre Ponti”
42. La pietra rossa della peste
La storia è legata alla devastante peste del 1630, che in appena un anno e mezzo uccise circa 80.000 veneziani. In Corte Nova abitava una donna di nome Giovanna, che raccontò di aver avuto una visione della Madonna e invitò gli abitanti ad affidarsi alla sua protezione.Giovanna dipinse un’immagine della Vergine, davanti alla quale, secondoContinua a leggere “42. La pietra rossa della peste”
41. La scala a bovolo
Nel 1499, i Contarini decisero di arricchire il loro palazzo con una scalinata esterna che collegasse i vari piani. L’incarico fu affidato all’architetto veneto Giovanni Candi, che progettò una struttura alta 26 metri, composta da 80 gradini a chiocciola, alleggerita da numerosi archi e coronata da un belvedere a cupola con vista mozzafiato sulla città.Continua a leggere “41. La scala a bovolo”
40. La corte in cotto
Anticamente, tutta la pavimentazione pedonale di Venezia era in terra battuta. Col tempo, fu progressivamente sostituita dai più pratici mattoni di cotto, disposti quasi sempre a spina di pesce. Fu solo a partire dal Settecento che si cominciò ad adottare i masegni (dal termine “macigni”) per selciare dapprima le calli principali che per questo preseroContinua a leggere “40. La corte in cotto”
39. Le patere dei 4 evangelisti
Le patere sono bassorilievi circolari, diffusi tra l’XI e il XIII secolo, che decoravano edifici civili e religiosi come autentici talismani urbani contro il male. I soggetti più comuni erano animali reali o fantastici, ciascuno portatore di un significato simbolico. Ad esempio il leone rappresentava la virtù, il grifone la vigilanza, l’aquila l’eternità, il pavoneContinua a leggere “39. Le patere dei 4 evangelisti”
38. L’orologio con 24 ore
Appena si entra in Campo Santi Apostoli, lo sguardo è subito catturato dall’imponente campanile dell’omonima chiesa, alto 47 metri. Al centro del campanile campeggia un grande orologio, la cui peculiarità è il quadrante suddiviso in 24 ore.Tra gli otto orologi di questo tipo ancora esistenti a Venezia, quello della Chiesa dei Santi Apostoli è unicoContinua a leggere “38. L’orologio con 24 ore”
37. La cannonata sul colonnato
Così si legge nei resoconti dell’epoca:«Trentottesima incursione aerea nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 1918. Venezia bombardata ininterrottamente per otto ore da cinquanta velivoli austro-tedeschi, che gettano sulla città circa trecento bombe. Il nemico compie il suo massimo e vandalico sfogo sulla Regina dell’Adriatico, perdendo due apparecchi. Il bombardamento ha inizio alleContinua a leggere “37. La cannonata sul colonnato”
36. La chiesa nascosta
Dall’esterno, se non fosse per la tipica bacheca posta a lato, l’ingresso sembrerebbe una semplice porta d’abitazione, incastonata tra le vetrine dei negozi. Eppure, dietro quel passaggio discreto si cela la Chiesa di Santa Sofia, un tempo visibile e solenne, oggi nascosta tra le case.La chiesa e il suo campanile furono inglobati nel tessuto urbanoContinua a leggere “36. La chiesa nascosta”
35. La quarta calle più stretta
A Venezia ci sono ben sette calli che si fregiano del nome “Calle Stretta” o “Calle Streta”, e verrebbe naturale pensare che siano le più difficili da attraversare. In realtà, se stilassimo una classifica delle cinque calli più strette della città, solo questa “Calle Stretta” entrerebbe nella lista: si posiziona al quarto posto con unaContinua a leggere “35. La quarta calle più stretta”
34. Il liagò di ferro
A partire dai liagò più antichi, realizzati in legno e collocati sulle facciate dei palazzi affacciati sui canali, nel tempo si è assistito a un’evoluzione della struttura, che ha portato alla diffusione di versioni più semplici e accessibili, dando origine a varianti significative.Il liagò in questione si distingue, oltre per essere molto più recente, perContinua a leggere “34. Il liagò di ferro”
33. La pantegana
Chissà cosa voleva comunicarci l’anonimo artista che, nel 1644, con scalpello e maestria, incise una pantegana (completa di data) sulla colonna d’angolo del porticato di Palazzo Contarini Pisani, affacciato sul Canal Grande. Un gesto enigmatico: provocazione? denuncia? o semplicemente uno spaccato della quotidianità?A quel tempo Venezia contava circa 125.000 abitanti. E se si applica ilContinua a leggere “33. La pantegana”
32. La stele del pane
Ultima nel suo genere, questa stele in pietra d’Istria reca incisa la voce severa del 1727: un proclama contro la vendita abusiva del pane, su ordine diretto del doge Alvise III Mocenigo. Il lungo testo, in veneziano d’epoca, è fitto di casistiche e sanzioni, e regolava con rigore il gesto quotidiano del nutrirsi. Memoria diContinua a leggere “32. La stele del pane”
31. Il palazzo più stretto
La domanda di rito, immancabile, è sempre la stessa: “Ci passa almeno un letto?”. E in effetti, impressiona quanto sia stretto questo palazzo, entrando in Salizzada Pio X con il Ponte di Rialto sullo sfondo. La sua esile larghezza, accentuata dalla notevole altezza, dà l’impressione che possa piegarsi al primo soffio di vento. In realtà,Continua a leggere “31. Il palazzo più stretto”
30. L’hotel polveriera
L’ingresso dell’Hotel San Fantin custodisce una memoria insolita: conserva le tracce dell’assedio e del bombardamento di Venezia da parte delle truppe austriache, avvenuti durante la sfortunata rivoluzione del 1848–1849, quando la città si proclamò Repubblica di San Marco.Nel 1869, per commemorare la resistenza veneziana, fu realizzata una piccola loggia in cui vennero inserite 90 palleContinua a leggere “30. L’hotel polveriera”
29. Il campanile inclinato di S. Stefano
Nel cuore di Venezia, il campanile di Santo Stefano si innalza per 66 metri, distaccato dal corpo della chiesa e tra i più alti della città. Durante la sua ricostruzione, avviata dopo l’incendio del 1585, un cedimento delle fondamenta, verificatosi già al raggiungimento dei 30 metri, ne provoca l’inclinazione. Ma i lavori non si fermano:Continua a leggere “29. Il campanile inclinato di S. Stefano”
28. La prima laureata al mondo
Sono le nove del mattino del 25 giugno 1678, nella cappella della Vergine della cattedrale di Padova, quando si compie un evento senza precedenti: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia diventa la prima donna al mondo a conseguire una laurea. La commissione le conferisce il titolo di “magistra et doctrix in philosophia” per la sua brillante dissertazioneContinua a leggere “28. La prima laureata al mondo”
27. Una concentrazione di patere
La pàtera, tipico ornamento della tradizione lagunare veneta, è un bassorilievo circolare, solitamente scolpito in pietra d’Istria o marmo. Diffusa tra la fine del X e il XII secolo, con sporadiche riprese fino al XV, veniva collocata nella parte alta di edifici e chiese, con funzione apotropaica: serviva cioè ad allontanare o neutralizzare le influenzeContinua a leggere “27. Una concentrazione di patere”