125. Il cubo ecomostro

Un tempo monastero delle suore francescane, poi sede della questura, dal 1938 l’edificio divenne l’Hotel Santa Lucia, favorito anche dalla sua posizione privilegiata sul Canal Grande. Tuttavia, da tempo soffriva di problemi di capienza, da cui nacque l’esigenza di ampliarlo. Quando nel 2015 venne rimossa la copertura, il nuovo volume fu subito soprannominato in modoContinua a leggere “125. Il cubo ecomostro”

124. La chiesa nascosta (2)

Passeggiando lungo Ruga San Giovanni, ci si imbatte in una stretta e insolita facciata di pietre e mattoni. Alzando lo sguardo, si scopre che si tratta di un campanile incastonato tra i palazzi. Molti penseranno che la chiesa sia stata demolita, perché è davvero difficile immaginare che quel portale ad arco, chiuso da una cancellataContinua a leggere “124. La chiesa nascosta (2)”

123. Le rune sul leone

Questo imponente leone in marmo bianco, alto oltre tre metri, è il più grande di tutta Venezia ed è conosciuto come il Leone del Pireo. Scolpito in Grecia nel IV secolo a.C., si trovava all’ingresso del porto del Pireo, l’antico scalo marittimo di Atene, dove si ritiene che in origine potesse fungere da fontana monumentale.Continua a leggere “123. Le rune sul leone”

122. I pozzi in bronzo

Entrando nel cortile di Palazzo Ducale, si è subito colpiti dalla maestosità dei marmi bianchi che lo rivestono ovunque, emanando un senso di regalità. In questo trionfo di luce, emergono con forza due vere da pozzo ottagonali, scurissime e sorprendenti. Il loro colore nero-verdastro è il risultato dell’ossidazione del bronzo, il materiale con cui sonoContinua a leggere “122. I pozzi in bronzo”

121. La palla nell’araldica

Non si conosce con certezza il motivo per cui il proprietario del palazzo abbia scelto di inserire nel cimiero del proprio stemma araldico una delle migliaia di palle di cannone cadute su Venezia durante l’assedio austriaco del 1848-49. Una delle ipotesi più plausibili è che la palla sia piombata sull’edificio senza causare vittime, e cheContinua a leggere “121. La palla nell’araldica”

120. Le 4 cavane murate

Con il termine toponomastico Rio Terà (cioè “rio interrato”) si indica una calle che un tempo era un canale. A Venezia, sono circa una cinquantina i canali che vennero interrati per renderli pedonabili, soprattutto durante le dominazioni francese e austriaca. Lo scopo non era soltanto quello di facilitare la circolazione di persone e merci, maContinua a leggere “120. Le 4 cavane murate”

119. La terza calle più stretta

Calle de la Rafineria, con i suoi appena 59 centimetri di larghezza, conquista il terzo posto tra le calli più strette di Venezia. Tra le prime cinque, è però la più corta: misura solo 13 metri di lunghezza. Anche se è difficile immaginare un intenso passaggio di merci attraverso questo angusto passaggio, vale la penaContinua a leggere “119. La terza calle più stretta”

118. Il palazzo a metà

Sono molte le storie che circolano per spiegare l’evidente asimmetria di Palazzo Flangini. Una delle versioni più plausibili racconta che la famiglia Flangini non riuscì mai ad acquistare l’edificio adiacente, impedendo così il completamento del palazzo secondo il progetto originario. Un’altra, più rocambolesca, narra di una disputa tra due fratelli: uno dei due, dopo averContinua a leggere “118. Il palazzo a metà”

117. Le patere dei 4 evangelisti (2)

Nel portale detto di Sant’Alipio, dove si conserva anche l’unico mosaico originale del 1200 ancora visibile sulla facciata di San Marco, sono allineate quattro patere raffiguranti, nell’ordine: il bue alato (San Luca), il leone alato (San Marco), l’aquila (San Giovanni) e l’angelo (San Matteo).Questa sequenza è rara: solo un altro edificio veneziano, in Calle Salviati,Continua a leggere “117. Le patere dei 4 evangelisti (2)”

116. Le iniziali nascoste

In ogni epoca di dominazione, l’occupato ha sempre reagito con una duplice forma di resistenza: una contestazione attiva, decisa e spesso eclatante, e una contestazione passiva, più sottile, fatta di ingegno e allusioni. La prima si esprimeva attraverso la politica e azioni dirette; la seconda, invece, si celava nei dettagli, messaggi subliminali, sotto gli occhiContinua a leggere “116. Le iniziali nascoste”

115. La sveglia della strega

È quasi impossibile accorgersene, ma a circa sette metri di altezza, sulla parete di una comune abitazione veneziana, è appesa una sveglia. Non per decorazione, ma per uno scopo ben preciso: placare lo spirito inquieto di una strega che, si dice, si dilettava nella magia nera.Alla sua morte, la casa rimase chiusa per anni. NessunoContinua a leggere “115. La sveglia della strega”

114. Lo squero di San Trovaso

A Venezia esiste un mestiere che non si trova in nessun’altra parte del mondo, oggi come allora: lo squerarolo, il costruttore di gondole, ma non solo. Conosciuto anche come maestro d’ascia, lo squerarolo lavora nello squero, il tradizionale cantiere navale veneziano. Il termine “squero” sembra derivare da squara, che indicava sia la squadra di lavoro,Continua a leggere “114. Lo squero di San Trovaso”

113. Una piera sbusa e mezza

Su questo antico palazzo, sotto la quadrifora del secondo piano, si trovano due piere sbuse: una intera a sinistra, l’altra spaccata a destra. Su quest’ultima sono visibili alcuni fori, probabilmente realizzati per fissare la parte rotta. Una riparazione eseguita più per ragioni estetiche che strutturali, dal momento che, una volta ricomposta, non avrebbe potuto sostenereContinua a leggere “113. Una piera sbusa e mezza”

112. Il capitello dei popoli

I capitelli delle colonne del Palazzo Ducale sono una sintesi visiva di tutto ciò che Venezia sapeva e riteneva di essere tramandato. Ogni colonna è come un capitolo scolpito di una grande enciclopedia pubblica. Su questa, in particolare, prendono forma i volti dei popoli che, per ragioni di commercio, diplomazia o conflitto, intrecciavano le loroContinua a leggere “112. Il capitello dei popoli”

111. Il medaglione della scommessa

In un campiello appartato, non lontano da San Pantalon, è incastonato sul muro d’ingresso di un cortile privato un medaglione marmoreo di notevole fattura. Si tratta di un bassorilievo del diametro di circa un metro, raffigurante un imperatore bizantino. La tradizione vuole che nel 1256, Giovanni Tiepolo, generale veneziano in partenza per San Giovanni d’AcriContinua a leggere “111. Il medaglione della scommessa”

110. La peste umana

Nel 1629 la peste, già dilagante in Europa, raggiunse anche Venezia, seminando morte e devastazione. L’anno successivo, il doge Nicolò Contarini, da poco insediato, e il patriarca Giovanni Tiepolo si affidarono alla Vergine per liberare la città dal morbo, promettendo la costruzione di una chiesa votiva: la basilica di Santa Maria della Salute.Nel 1631 l’epidemiaContinua a leggere “110. La peste umana”

109. La palla su San Girolamo

La chiesa di San Girolamo, come molte altre a Venezia, visse una sorte travagliata dopo le soppressioni napoleoniche. Nel 1807, la chiesa e il convento adiacente furono destinati ad altri usi. Tra il 1840 e il 1885, l’edificio fu trasformato in un mulino a cinque piani, il più moderno d’Italia, grazie a un brevetto svizzero,Continua a leggere “109. La palla su San Girolamo”

108. La madonnina del ferale

A Venezia esistono capitelli davvero singolari, unici al mondo: le cosiddette Madonnine del Ferale. Il termine “ferale” (o “fanale”) indicava le antiche lampade a uso pubblico, e queste in particolare servivano a segnalare, durante la notte, la posizione degli approdi a chi navigava in laguna.Un palo di legno, la bricola, infisso a qualche metro dallaContinua a leggere “108. La madonnina del ferale”

107. L’ultimo numero di San Polo

Con “soli” 3.144 numeri civici, San Polo è il secondo sestiere meno numerato di Venezia, dopo Santa Croce. Curiosamente, gli ultimi numeri di ogni sestiere godono di una sorta di celebrazione: un nizioleto dedicato li segnala con orgoglio. Al contrario, i primi numeri non ricevono la stessa attenzione, quasi fossero meno degni di memoria.Il nizioletoContinua a leggere “107. L’ultimo numero di San Polo”

106. Il campanile inclinato di S. Giorgio

A Venezia non esistono campanili perfettamente dritti: tutti, chi più chi meno, pendono. I più inclinati sono già crollati, demoliti o mozzati nel corso dei secoli. Le fondamenta della città, costituite da pali infissi nel terreno fangoso, mal sopportano il peso concentrato di queste strutture verticali.Costruito tra il 1587 e il 1603, il campanile dellaContinua a leggere “106. Il campanile inclinato di S. Giorgio”

105. La lapide contro l’abbandono

Di bambini abbandonati alla nascita, per le calli di Venezia, dovevano essercene parecchi se già nel 1346 il Senato istituì l’antico Spedale della Pietà. Qualche anno prima, nel 1335, Fra’ Petruccio d’Assisi ne aveva anticipato la necessità, spinto dal crescente numero di neonati lasciati al loro destino, figli di poveri o di relazioni clandestine. IlContinua a leggere “105. La lapide contro l’abbandono”

104. La cripta sommersa

A Venezia, le cripte visitabili sono rarissime, e tra le più suggestive c’è quella custodita nella chiesa di San Zaccaria. Realizzata tra il X e l’XI secolo, è suddivisa in tre navate scandite da colonnine che sorreggono eleganti volte a crociera.Un tempo accoglieva numerose reliquie sacre, appartenenti al prestigioso monastero benedettino femminile cui la chiesaContinua a leggere “104. La cripta sommersa”

103. La porta sotto il ponte

A Venezia esistono luoghi che sfuggono anche agli sguardi più attenti. Uno di questi è una porta murata, nascosta sotto il Ponte Feltrina e invisibile a chi lo attraversa. Si rivela solo a chi si sposta sull’approdo del Campiello della Feltrina.Incastonata nella parete posteriore della Chiesa di Santa Maria del Giglio, era un tempo laContinua a leggere “103. La porta sotto il ponte”

102. Il compositore esiliato

Domenico Cimarosa nacque nel 1749 ad Aversa, vicino a Caserta, da una famiglia umile: il padre era muratore, la madre lavandaia. Le sue doti musicali furono notate dall’organista del monastero dove la madre lavorava, e da lì iniziò il percorso che lo avrebbe portato a diventare uno degli ultimi grandi compositori della scuola musicale napoletanaContinua a leggere “102. Il compositore esiliato”

101. La pietra bianca dell’incontro

Tra i masegni grigi del viale che dal ponte San Pietro conduce al portale d’ingresso della Basilica di San Pietro di Castello, ce n’è uno che spicca: è bianco, volutamente bianco. Un dettaglio apparentemente insignificante, ma carico di significato.Oggi la Cattedrale di Venezia è la Basilica di San Marco, ma fino al 1807 la sedeContinua a leggere “101. La pietra bianca dell’incontro”