Alla sinistra della facciata di San Marco si apre una piccola piazza dove si trovano due leoni in pietra rossa, così consumati dal tempo da sembrare antichi quanto altri cimeli giunti a Venezia durante le Crociate, come il celebre gruppo dei Tetrarchi poco distante.In realtà, questi leoni risalgono “solo” al 1722, anno in cui furonoContinua a leggere “96. I leoncini gemelli”
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95. Il liagò Gatti Casazza
Riuscire a osservare da vicino un liagò affacciato sul Canal Grande è quasi impossibile, a meno di trovarsi su una barca: questi ambienti, infatti, si trovano solitamente su palazzi che danno direttamente sull’acqua. Il liagò di Palazzo Gatti Casazza, però, rappresenta un’eccezione. A pochi metri dalla sua facciata sul canale si estende la piattaforma dellaContinua a leggere “95. Il liagò Gatti Casazza”
94. Il Campo de l’Abazia
Campo de l’Abazia è uno dei luoghi veneziani sospesi nel tempo. Da un lato si staglia la sontuosa facciata della Chiesa dell’Abbazia della Misericordia (un tempo dedicata a Santa Maria di Val Verde), mentre sul lato adiacente si trova la Scuola Vecchia della Misericordia, con la sua facciata antica e incompiuta, mentre gli altri latiContinua a leggere “94. Il Campo de l’Abazia”
93. Il primo ponte storto
A Venezia esistono sette ponti che portano il nome di “Ponte Storto”. La logica vorrebbe che un ponte collegasse due rive seguendo il percorso più breve, quindi con un angolo retto rispetto al canale. Ma Venezia è costruita su 116 isole, sviluppatesi in modo indipendente, e non sempre una calle affacciata su un rio trovavaContinua a leggere “93. Il primo ponte storto”
92. Il mezzo pozzo
Alla fine di Calle dell’Aseo, dove lo spazio si apre, si nota una mezza vera da pozzo addossata a un muro: una presenza davvero insolita per Venezia. Un tempo, l’unica fonte di acqua dolce in città era quella piovana, e i pozzi venivano collocati al centro di campi e corti (le piazze e i cortiliContinua a leggere “92. Il mezzo pozzo”
91. La libreria Acqua Alta
Tanti libri e tanti gatti: così si potrebbe descrivere in cinque parole questa libreria davvero singolare. Annoverata tra le dieci più belle al mondo, basta entrarci per capirne il motivo.Un labirinto basso e buio, con l’odore intenso di cantina umida, ospita migliaia di libri di ogni epoca, accatastati ovunque: dentro gondole, barchette, vasche da bagnoContinua a leggere “91. La libreria Acqua Alta”
90. La pietra del bando di San Marco
A Venezia esistono due pietre del bando. Si tratta di grossi tronchi di colonne, sulle quali i Comendador, salendo tramite una scaletta, proclamavano ad alta voce alla popolazione le nuove leggi e i bandi provenienti dai territori della Serenissima, dominando la piazza da una posizione sopraelevata.Realizzate in porfido rosso, queste pietre furono portate a VeneziaContinua a leggere “90. La pietra del bando di San Marco”
89. La casa delle 5 teste
Sul tranquillo Rio delle Muneghete si affaccia una casa che sembra uscita da una leggenda: la Casa delle Cinque Teste. Cinque volti scolpiti nella candida pietra (quattro femminili e uno maschile) vegliano sulla porta d’acqua come antichi custodi. Nessuno sa chi fossero né da dove provengano: forse chiavi di volta salvate da antiche demolizioni, forseContinua a leggere “89. La casa delle 5 teste”
88. La bandiera contarina
Nel corso dei secoli, diverse bandiere hanno rappresentato la Serenissima. Si narra che la prima fosse una croce dorata su fondo azzurro. A dominare il centro, però, è stato quasi sempre il Leone di San Marco, simbolo per eccellenza della Repubblica. Col tempo si è adottato il colore rosso, in omaggio alla Marina da Guerra,Continua a leggere “88. La bandiera contarina”
87. Il più antico caffè del mondo
Nel 1720, Floriano Francesconi apre sotto le Procuratie Nuove la bottega da caffè “Alla Venezia Trionfante”. Il successo è immediato, anche perché, a differenza degli altri locali, ammetteva le donne. Ben presto, per tutti, diventò semplicemente “’Ndemo da Florian”.Nel 1797, con la caduta della Serenissima e l’ostilità dell’occupante francese verso tutto ciò che celebrava laContinua a leggere “87. Il più antico caffè del mondo”
86. Il portale mal ricollocato
Nel cuore del sestiere di Castello, lungo il Rio delle Vergini, sopravvive un frammento silenzioso della vita monastica veneziana: il portale dell’antica Chiesa del Monastero di Santa Maria delle Vergini. Fondati nel XII secolo, chiesa e convento furono soppressi nel 1806, vittime dello scempio napoleonico che colpì duramente il patrimonio spirituale della città.Dopo la soppressione,Continua a leggere “86. Il portale mal ricollocato”
85. L’ora pubblica di San Bartolomio
A Venezia lo sguardo ha sempre troppo da vedere. Tra calli, palazzi, riflessi e meraviglie, ci sono dettagli che sfuggono anche ai più attenti. Uno di questi è la presenza degli orologi pubblici, discreti ma affascinanti, disseminati tra la città e le isole. Pochi turisti li notano, eppure ce ne sono circa una trentina, divisiContinua a leggere “85. L’ora pubblica di San Bartolomio”
84. Il liagò del casino
Uno dei liagò più celebri di Venezia, e senz’altro atipico rispetto a quelli concepiti come spazi caldi e luminosi grazie all’esposizione solare, è quello del Casino Venier. I “Casino” erano luoghi di ritrovo e svago, talvolta di dissolutezza, ma anche autentici salotti letterari: vi si giocava d’azzardo, si ballava, si intrecciavano incontri galanti o siContinua a leggere “84. Il liagò del casino”
83. Una miriade di patere
L’edificio con il maggior numero di patere a Venezia è il cosiddetto Fondaco (o Fontego) dei Turchi, oggi sede del Museo di Storia Naturale. Costruito nel 1277 dal mercante Giacomo Palmieri, passò di mano più volte fino al 1621, quando venne affittato ai mercanti turchi in cerca di una casa-deposito per le loro merci. DaContinua a leggere “83. Una miriade di patere”
82. Da dove puzza il pesce
Sul lato del Mercato di Rialto che costeggia il Rio de le Becarie, proprio sotto la scala che conduce al primo piano, si trovano due splendidi portoni in ferro battuto. Il più grande dei due reca, sempre in ferro, una curiosa iscrizione in latino: PISCIS PRIMVM A CAPITE FOETETche significa: “Il pesce puzza dalla testa”Continua a leggere “82. Da dove puzza il pesce”
81. Il fantasma del garibaldino
Si racconta che nel 1921, nei pressi della statua di Garibaldi eretta nel 1885 ai Giardini della Biennale, apparve di notte un fantasma in camicia rossa. Lo spettro infastidiva chiunque si avvicinasse al monumento del generale, spingendo i passanti o facendoli inciampare, come a voler difendere quel luogo da presenze indiscrete.Per porre fine a questiContinua a leggere “81. Il fantasma del garibaldino”
80. I numeri mancanti di San Marco
La numerazione civica del Sestiere di San Marco prende avvio dal numero 1, assegnato alla Basilica omonima, e prosegue attorno alla piazzetta. Ma già dopo pochi passi si incontra un’anomalia. Sul lato destro della Biblioteca Marciana la numerazione arriva al numero 21, e all’altezza del campanile, proseguendo lungo le Procuratie Nuove, ci si aspetterebbe diContinua a leggere “80. I numeri mancanti di San Marco”
79. Il palazzo maledetto
La sinistra fama di Ca’ Dario come palazzo maledetto nasce dal tragico destino che ha colpito molti dei suoi abitanti, o almeno così si racconta. Prende il nome dal suo primo proprietario, Giovanni Dario, segretario del Senato della Repubblica, che lo fece costruire nel 1479. Fu proprio lui il primo a pagarne il prezzo: suaContinua a leggere “79. Il palazzo maledetto”
78. Biancaneve e i 7 nani
Questa casa non ha nulla di particolare, almeno a prima vista. Ma a volte basta un dettaglio curioso o una semplice intuizione per accendere la fantasia. Se Biancaneve avesse cercato rifugio a Venezia, questa sarebbe stata senz’altro la sua dimora ideale: le sue porte sembrano fatte su misura per lei e per i suoi setteContinua a leggere “78. Biancaneve e i 7 nani”
77. I divieti in Campo Santo Stefano
Questa lapide, datata 1633, è una delle ultime superstiti a Venezia. Un tempo, era il mezzo più diretto e duraturo per informare la popolazione sui reati contro la religione, la morale e il buoncostume, perseguiti dagli “Essecutori contra la Biastema”, un organo istituito nel 1537 dal temuto Consiglio dei Dieci.Le pene erano severe: si rischiavaContinua a leggere “77. I divieti in Campo Santo Stefano”
76. La chiesa ferrata
Per oltre 1400 anni Venezia è rimasta isolata dalla terraferma, finché nel 1841 ebbe inizio la costruzione del ponte ferroviario. Per accogliere il terminal e la nuova stazione, fu scelta un’ampia area nel sestiere di Cannaregio e, nel 1860, si procedette alla demolizione di numerosi edifici, tra cui l’antica Chiesa di Santa Lucia e ilContinua a leggere “76. La chiesa ferrata”
75. L’ultimo soggiorno di Canova
Antonio Canova nacque nel 1757 a Possagno, nel Trevigiano, in una famiglia di scalpellini. Rimasto orfano di padre all’età di quattro anni, fu affidato al nonno Pasino, anch’egli tagliapietre, che lo avviò fin da subito all’arte della scultura. Il talento di Antonio emerse precocemente: nel 1768 fu mandato a Venezia, dove lavorava come apprendista duranteContinua a leggere “75. L’ultimo soggiorno di Canova”
74. I mosaici di Pirro
Marcello Pirro (1940–2008), artista e poeta pugliese, visse a lungo a Venezia, dove era una presenza familiare in campo Santa Margherita, facilmente riconoscibile per il suo immancabile cappello rosso. Marcello Pirro (1940–2008), artista e poeta pugliese, visse a lungo a Venezia, dove era una presenza familiare in campo Santa Margherita, facilmente riconoscibile per il suoContinua a leggere “74. I mosaici di Pirro”
73. Il Ponte Chiodo
Un tempo, i ponti di Venezia erano privi di sponde. Questa scelta non era casuale: facilitava il passaggio di merci e oggetti ingombranti, agevolando la vita quotidiana in una città costruita sull’acqua. Solo in un secondo momento si cominciò a privilegiare la sicurezza dei passanti, e così, poco alla volta, tutti i ponti della LagunaContinua a leggere “73. Il Ponte Chiodo”
72 . La pietra d’inciampo per 21
Purtroppo, anche Venezia fu colpita dalla vergogna delle leggi razziali, e a pagarne il prezzo più alto furono soprattutto gli ebrei. Tra il 1943 e il 1944, ben 246 persone di origine ebraica vennero catturate e deportate nei campi di concentramento e sterminio. Solo otto di loro riuscirono a sopravvivere.Il 16 dicembre 1992, l’artista tedescoContinua a leggere “72 . La pietra d’inciampo per 21”